Nurse With Wound

Who Can I Turn To Stereo Etc

2011 (Jnana) | sperimentale, industrial

Lasceremo ad altri l'arduo compito di stendere la monografia sui Nurse With Wound, e di riflesso su quel piccolo e barbuto genio inglese che è Steven Stapleton; riconosciuto come probabilmente il più istrionico ed eccentrico personaggio della scena industrial e sperimentale mondiale, con all'attivo una discografia varia e immensa cominciata tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli 80.
"Who Can I Turn To Stereo Etc" è una ristampa in doppio cd della canadese Jnana Records, etichetta non nuova a pubblicazioni Nurse With Wound, e contiene: nel primo, il disco originale uscito nel 1996 intitolato "Who Can I Turn To Stereo", nel secondo, invece, gli scarti o detriti di quella registrazione, che fu già pubblicata nel 2006 con il titolo di "Stereo Wastelands". Molti ed eccellenti sono gli ospiti che parteciparono alla realizzazione del disco: David Tibet (Current 93), John Balance e Peter Christopherson (Coil), Edward Ka-Spel (Legendary Pink Dots), Petr Vastl (Aranos), Davide Meroni e Sarah Fuller alle parti vocali e Colin Potter (Organum, Ora).

 

"Who Can I Turn To Stereo" è un disco strano, diverso dal resto della discografia di Stapleton e probabilmente è anche il suo album più digeribile. Dopo un primo ascolto, i suoni che più restano impressi sono quelli derivanti dalle percussioni, che conferiscono all'intero disco un tocco d'esotico, esoterico e soprattutto tribale, riuscendo così a ottenere una sorta di rappresentazione scenica di un qualche rito d'iniziazione della più sperduta tribù dell'Africa nera ("Yagga Blues", "Approaching Darkness Fish").

Non mancano i tipici suoni d'eccentricità e schizofrenia che hanno fatto di Stapleton il più originale artista noise sperimentale, su tutte "Easy Snapping". Spesso però sembrano assumere solamente una funzione di contorno o d'introduzion,e come nel caso delle aggressive chitarre di "Monuments To Perez Prado". Siamo comunque lontani anni luce dai rumori industrial e ambient di "Spiral Insana", o da tracce violente e metalliche come "Nil By Mouth" dell'album "Sugar Fish Drink".

Nel secondo cd, "Stereo Wastelands", ad eccezione del single edit "Yagga Blues" e della bonus track "Eternity", i rumori si fanno più complessi: in "Fragments I" e "Fragments III" prevale confusione e schizofrenia, mentre in "Fragments II" la psichedelica e la voce al limite dell'ethereal. Questi leitmotiv fanno perdere, salvo qualche breve passaggio, quella sensazione da rito tribale del disco originale.
"Who Can I Turn To Stereo" e "Stereo Wastelands" potrebbero tranquillamente trovare posto all'interno di una qualsiasi colonna sonora di film splatter anni 80. Sperimentiamo, sostituendola a quella di Riz Ortolani, e proviamo a immaginarla nel lungometraggio horror "Cannibal Holocaust" di Ruggero Deodato.

Ristampa dedicata a Peter "Sleazy" Christopherson, scomparso lo scorso anno.

 

(22/08/2011)

  • Tracklist
cd1
  1. Tune Time Machine
  2. Landed At Granma's
  3. Woollen Numbness Of Anæthesia
  4. Yagga Blues
  5. Livin' Fear Of James Last
  6. Space Funk With Springs
  7. Easy Snapping
  8. Home Is Where The Heart Is
  9. Monument To Perez Prado
  10. Approaching Darkness Fish
  11. Darkness Fish
  12. The Standard Of Table Daddy

cd2

  1. Fragments I
  2. Fragments II
  3. Fragments III
  4. Eternity
  5. Yagga Blues (Single Edit)
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