Outopsya

Fake

2011 (Lizard Records) | avant-rock, industrial, prog-metal

Outopsya è il singolare acronimo di "OUT Of PSYchical Activity", un duo originario della provincia di Trento giunto al secondo lavoro, un paio d'anni dopo l'esordio avvenuto con "Sum". "Fake" è un'opera complessa, concepita in due parti rappresentate da due dischetti viola (più estremo) e nero (lievemente più convenzionale).
La genesi risale all'incarico ricevuto per la sonorizzazione del film del 1925 di Rupert Julian "Il fantasma dell'opera", a seguito della quale il materiale prodotto è stato adeguatamente rimpolpato con voci e arrangiamenti adeguati a consentirne la pubblicazione.

Già dalle prime note dell'iniziale "Useless, Fake & Awful" si viene catapultati in un mondo cupo, plumbeo, allucinato, ricco di scenari apocalittici nei quali strutture matematiche si sposano con un immaginario a metà strada fra metal e industrial.
Le singole tracce si riversano l'una nell'altra, in un continuum senza sosta, ideato come un'unica composizione di novanta minuti, a volte dando vita a situazioni prive di una reale parvenza di canzone, così come didatticamente intesa.

Un concept non facile, anticonvenzionale, sconsigliabile ai palati fini. Luca Vianini scrive tutto, produce, canta, suona la chitarra, i sintetizzatori e la batteria. Evan Mazzucchi lo coadiuva occupandosi di basso, violoncello, rumorismi assortiti e di tutto l'artwork.
Gli intermezzi ambientali trasportano da una dimensione alla successiva, in un viaggio onirico tutt'altro che rassicurante ai confini con la realtà, con paesaggi spesso sintetici e ossessivi, come nel caso di "99% Of People Will". Pianoforti persi dentro foreste popolate da angoscianti esseri ("Nausia"), fantasmi che ci inseguono deliranti ("Phantom") ed escursioni rumoristiche ("Liles") caratterizzano il primo dischetto.

Nel secondo assistiamo a un parziale ma evidente mutamento dello scenario: sin dalle prime tracce si scorgono riff in odore di math-rock ("The Word Has Been"), tratti più atmosfericamente tenui ("Anxious"), persino qualche schitarrata relativamente più accessibile ("Enter The Brain", "Loving", Loving You Sick Pt. II).
Gli incubi sono sempre presenti ("Lanterns"), così come i tribalismi industriali ("Loving You Sick Pt. I"), il noise cadenzato ("Khen") e i goticismi erranti ("Enter The Heart"), ma tutto diviene meno scuro, meno estremizzato.

"Fake" miscela avant-rock e neopsichedelia, un lavoro che potremmo definire di avanguardismo espressionistico, in grado di slanciarsi ben oltre i canonici confini (e limiti) del prog-metal. Un progetto coraggioso ed originale, allucinato e convincente: un imponente doppio album perfettamente organizzato che metterà in seria difficoltà tutti i maniaci esterofili del nostro paese.
Visti i presupposti, non mi stupirei nei prossimi anni se gli Outopsya riuscissero a spaziare con proprietà di mezzi dal doom più pesante al jazz più contaminato.

(28/11/2011)

  • Tracklist

Disc 1

  1. Useless, Fake & Awful
  2. Engage
  3. Rays, Rays, Rays
  4. Engage (reprise)
  5. nOH
  6. 99% Of People Will
  7. Nausia
  8. Phantom
  9. Lilies
  10. My Joy
  11. Insane

Disc 2

  1. The Word Has Been
  2. Anxious
  3. Enter The Brain
  4. Lanterns
  5. Loving You Sick (part I)
  6. Khen
  7. Virus
  8. Loving Heat
  9. Khen Khen
  10. Enter The Heart
  11. Loving You Sick (part II)
Outopsya on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.