Pink Martini

A Retrospective

2011 (Naive) | exotica, lounge-pop

Come capita con le migliori prelibatezze culinarie, a determinare la riuscita di un piatto non è tanto la ricercatezza degli ingredienti quanto il corretto dosaggio di componenti anche basilari e un certo gusto negli accostamenti. In questo modo i Pink Martini compongono la loro ricetta facendo proprio quanto trovano a portata di mano: il disco jazz anni 30, la ballata popolare, la sigla televisiva, la colonna sonora di una spy-story, il corso di lingua in cd audio. Il composto viene poi frullato e assemblato a mo' di finger food, in piccoli e sfiziosi bocconcini musicali.

"A Retrospective" è l'occasione per riscoprire i piatti più riusciti dell'orchestrina di Portland, ideata dal pianista Thomas Lauderdale e dalla vocalist China Forbes, le cui raffinate interpretazioni fanno da collante a un materiale così eterogeneo e caleidoscopico.

 

La raccolta si apre con due dei loro classici: "Una Notte A Napoli", malinconica serenata al chiaro di luna, e "Hang On Little Tomato", numero da cabaret dal soffice passo jazzy.

Ma a rendere originale la proposta dei Pink Martini è soprattutto l'insolita passione per le spezie esotiche, reperite nei mercati rionali più nascosti e multietnici, con un occhio particolare per i colori e gli odori latini.

Contagiosi i loro excursus tra salsa, rumba a cumbia: con "Donde Estas Yolanda" e "Amado Mio" (quest'ultima ripresa da una pellicola degli anni Quaranta) ci ritroviamo in un giallo d'altri tempi dai tratti mediterranei, "Anna" è una festicciola afro-cubana, mentre con "Mas Que Nada" il classico di Sergio Mendes rivive più elegante che mai in lingua giapponese.

 

Non poteva mancare poi "Sympathique", il singolo che lanciò in tutto il mondo i Pink Martini e che trascinò l'omonimo album alla soglia del milione di copie vendute: una brevissima divagazione old-jazz, su cui una sensuale China Forbes si cala nei panni di una Billie Holiday stranamente solare e sfrontata, che declama con grazia versi contro la routine quotidiana, reclamando il diritto al dolce far niente, a godersi il sole e qualche tiro di buon tabacco.

E tra una parentesi thrilling-nipponica ("Kikuchiyo To Monshimasu") ed esibizioni folcloristiche da festa contadina ("Auld Lang Syne"), capita anche di sentire Gus van Sant improvvisarsi crooner da pianobar su "Moon River", e persino una variazione lounge sul "Tuca Tuca" (sì, proprio la sigla di Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni...), con finale di sitar.

Unico brano da skippare, ovvero l'olivetta non denocciolata: il brutto remix di "Una Notte A Napoli", che appare in chiusura, ad opera del dj Johnny Dyn.

 

"A Retrospective" concentra così il meglio dei quattro album dell'orchestrina, musica garbata e composta, ma che non si prende mai troppo sul serio, divertendo con classe e intelligenza.

Una delle esperienze più curiose degli ultimi tre lustri di pop music.

(05/10/2011)

  • Tracklist
  1. Una Notte A Napoli
  2. Hang On Little Tomato
  3. Donde Estas Yolanda
  4. Hey Eugene
  5. La Soledad
  6. Splendor In The Grass
  7. Kikuchiyo To Monshimasu
  8. Anna (El Negro Zumbon)
  9. Ma Solitude
  10. Mas Que Nada (feat. Saori Yuki)
  11. Sympathique
  12. Lilly
  13. How Long Will It Last (feat. Miachael Feinstein)
  14. Tuca Tuca
  15. Que Sera Sera
  16. Moon River (feat. Gus van Sant)
  17. Amado Mio
  18. The Man With Big Sombrero
  19. Aspettami
  20. Auld Lang Syne
  21. Una Notte A Napoli (Johnny Dyn remix)
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