Tele. S. Therion

Tele. S. Therion

2011 (Paradigms Recordings) | acousmatic & black industrial-noise, avantgarde

Pubblicato in appena 100 copie dalla Paradigms Records, questo omonimo dei Tele.S.Therion è uno di quei viaggi senza ritorno all'Inferno, nel quale ritual drone-music, musica concreta, post-industrial e avanguardia tout court vanno di pari passo, fusi in un unico blocco esoterico-ermetico.

Pietro Riparbelli (che, probabilmente, qualcuno conosce con il moniker K11) e Sandro Gronchi (fondatore del progetto Radical Matters) hanno unito le forze portando in dote rispettivamente un'esperienza di sound artist e una passione per la scena post-industrial, legata anche a una particolarissima concezione sincretica, in cui antropologia, psicologia e semantica, unite alla lezione del Bauhaus, dirigono le loro intenzioni verso i legami sotterranei che uniscono musica e arti visive. Partendo da questo crogiolo di influenze e suggestioni, i due artisti, memori anche della tecnica acusmatica tanto cara a compositori come Pierre Schaeffer e Edgar Varese ("la musica acusmatica - scrive Francesco Giomi - ha la capacità di creare spazi sonori immaginari, luoghi virtuali con cui solleticare le capacità "interpretative" dell'ascoltatore; [...] una musica che, se da un lato viene prodotta e fissata nello studio di musica elettronica, è capace, dall'altro, di generare un flusso immaginativo nell'ascoltatore, un "luogo" di stimoli, riferimenti e associazioni multisensoriali che il compositore e teorico inglese Simon Emmerson definisce come «un qualcosa a metà tra l'esperienza sinestetica vera e propria e un più vasto insieme di stimoli di natura uditiva, visiva ed emotiva»"), i due artisti, si diceva, danno vita un'opera davvero degna di nota, capace di coagulare intorno all'idea di messe nere, anzi nerissime ("The Etruscan Liver"), filmando in diretta l'apoteosi del maligno tra le rovine di fabbriche abbandonate in seguito a una catastrofe termonucleare ("The Pyrgi Tablets") o scaraventandoci dentro spazi cosmici in cui continua a risuonare l'eco del Big Bang ("Black Painting VII"), con odissee siderali che, nel caso di "Black Painting I", richiamano le nebulose elettrostatiche di AUN.

Numeri come "Liber Linteus", inoltre, sembrano raccordare esperienze dark-ambient con gli asfissianti reticoli di basse frequenze dei Sunn O))), magari rivisitati attraverso le turpi messinscene dei Khanate, un nome impossibile da non citare quando si naviga a vista dentro le acque velenose di "Grimoire XIII", uno psicodramma costruito sul contrasto stridente tra truci staffilate di rumore bianco, urla demoniache filtrate e frantumazioni di ultrasuoni.
La chiusa è affidata a un attraversamento di "Nature Unveiled", capolavoro dei Current 93. Il motivo? Ecco cosa diceva, qualche tempo fa, Sandro Gronchi: "[È un capolavoro] capace di materializzare entità sonore veramente spettrali, attraverso una procedura liturgica di manipolazione del suono. È una prima forma di musica acusmatica non convenzionale e d'ascendenza post-punk!".
La "natura disvelata" dei Tele.S.Therion è, così, un viaggio a ritroso verso l'origine del Male, lì dove la paura è un fotogramma in bianco e nero proiettato contro la superficie dell'anima.



The Pyrgi Tablets

(21/12/2011)

  • Tracklist
  1. Black Painting I
  2. The Etruscan Liver
  3. Grimoire XIII
  4. The Pyrgi Tablets
  5. Black Painting VII
  6. Liber Linteus
  7. Nature Unveiled
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