Veda Hille

Young Saint Marie

2011 (Ape) | avant-folk

Terra suggestiva e ricca di poesia, il Canada vanta una storia artistica energica. La musica rock ha beneficiato dell'ispirazione viscerale dei suoi artisti, che hanno lasciato un segno indelebile nel suo archivio storico.
La canadese Veda Hille conosce i segreti del jazz e della composizione classica: tra pagine di Glenn Gould e Thelonius Monk, la musicista sfoggia un percorso artistico di elevata originalità e spessore; rileggere Neil Young e Buffy Saint Marie può sembrare una strana avventura, ma la potente scrittura dei due musicisti, grazie alla sua complessità armonica, regge con classe qualsiasi interpretazione.

Registrato in parte dal vivo e in parte in studio, "Young Saint Marie" è una rielaborazione atipica di due grandi artefici delle migliori pagine del country-rock canadese.
L'orchestra di oltre cinquanta elementi, diretta da Alain Trudel, veste di tenebrose e suggestive partiture neoclassiche le gentili e fragili ballad di Buffy Sainte-Marie senza rinunciare al fascino stridente delle interpretazioni originali, nelle quali la voce di Veda Hille si distende con sicurezza sulle abili soluzioni sonore.
Splendida rilettura per "Now That The Buffalo's Gone", dove una brillante costruzione teatral-sinfonica dà libero sfogo alla bravura dei musicisti, che trasformano altresì la campestre "Cripple Creek" in un mini-musical con geniali incroci di fiati e violini.
Ma è "Little Wheel Spin And Spin" il vero gioiello della prima sezione (quella dedicata a Buffy Sainte-Marie) dove gli splendidi arrangiamenti di Giorgio Magnanensi creano un background sinistro e spettrale, mentre l'intensa litania vocale sfiora corde emotive ancestrali.

Realizzata in studio con una mini orchestra, la seconda sezione offre sei brani di Neil Young. La intensa "Ohio" dà il via con violini e french horn, che conducono le note più robuste all'interno di una struttura acustico-orchestrale incantevole. Il lavoro raffinato di Giorgio Magnanensi è ancor più nobile nella rilettura di "A Man Needs A Maid"; la notevole tecnica vocale di Veda Hille tinge di jazz e avantgarde "Transformer Man" rivelandone aspetti lirici inattesi.
Spetta a "Cortez The Killer", però, la palma di gioiello della seconda parte del disco, musica concreta e scampoli di neo-classica introducono piano e una sezione di violini arroventati, che scavano nella cavità armonica del brano con una energica sferzata di poesia e rabbia che eleva ogni nota a pura trance sonora: il crescendo quasi orgiastico è inarrestabile, la voce di Veda Hille sfiora toni angelici e diabolici creando una delle stand-out song dell'anno.
"Young Saint Marie" offre una intensa e ricca re-interpretazione dell'autore, tra archi sferzanti e dolenti note di acustica, si insinuano spazi lirici che onorano Neil Young, due caratteristiche che rendono trionfante la rilettura di Veda Hille e Giorgio Magnanensi.
Le già pregevoli "After The Gold Rush" e "Deep Forbidden Love" non perdono nessun elemento originale e confermano la notevole caratura artistica della musicista canadese.

Unico neo è la tiratura limitata a solo 100 copie fisiche realizzate dalla piccola etichetta di Andy Partridge degli Xtc, ovvero la Ape, un'occasione da non lasciarsi sfuggire per chi ama una musica fuori dai toni convenzionali e prevedibili del pop-rock.

(22/11/2011)

  • Tracklist
  1. Summerboy
  2. Co'dine
  3. Now That the Buffalo's Gone
  4. Cripple Creek
  5. Winterboy
  6. Little Wheel Spin and Spin
  7. Ohio
  8. A Man Needs A Maid
  9. Transformer Man
  10. Deep Forbidden Lake
  11. Cortez The Killer
  12. After The Goldrush
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