Poison Idea

The Fatal Erection Years 1983-1986

2012 (Southern Lord) | punk-hardcore

Un aspetto interessante di questa ristampa, oltre al contenuto sonoro, sono le note di copertina redatte dal cantante Jerry A. (conosciuto anche come Jerry Lang). Attraverso una sua precisa descrizione, si riesce infatti ad avere una visione assai differente dall'opinione comune rispetto ai Poison Idea. In tal senso mi rifaccio a una vecchia analisi della band fatta da Federico Guglielmi, sul libro “Punk & Hardcore”, edito per Giunti. Dice Guglielmi: “Non hanno mai osservato le buone maniere, i Poison Idea, come suggerito dall'aspetto fisico non proprio signorile (la semi-obesità era requisito quasi indispensabile per essere ammessi nel gruppo) e come rimarcato dalla sporcizia e dalla rozzezza che ha sempre caratterizzato la loro musica; anzi, 'le loro musiche', visto che in circa tre lustri il quintetto di Portland, Oregon non ha disdegnato di esplorare le più varie diramazioni creative del punk e dell'hardcore. Scioltasi nel 1993, la band del chitarrista Pig Champion (un nome, un programma) è stata ed è tutt'ora amatissima dai musicisti e dalla critica del settore, concordi di riconoscerle grandi doti di coerenza: coerenza, più che con un semplice 'suono', con lo spirito di un rock'n'roll da locali malfamati che conosce il segreto per mettere in riga ribellione e sentimento”.

Ora, passi il fatto che l'ultimo bassista, Myrtle Tickner, era un ragazzo troppo mingherlino quanto esile per credere alla versione (un po' romanzata) della più nota firma del Mucchio, il resto corrisponde alla perfezione all'idea dominante nei riguardi dei Poison Idea. Suonano così  come un fulmine a ciel sereno, le dichiarazioni del loro vocalist, a distanza di trent'anni dal loro primo vagito: quel “Pick Your King E.P.” qui ristampato. Nelle parole di Jerry A. non vi è infatti solo la visione di un gruppo (etimologicamente) anarco-punk, piuttosto la ferma consapevolezza di cinque ragazzi di voler suonare un determinato genere, nel rispetto di tutte quelle che sono le consuetudini del suddetto genere. Traspare come, se in un primo momento fossero stati influenzati dalla scena losangelina e, in particolar modo, dai Germs di Darby Crash, ben presto lui stesso si appassionò alla lettura di Charles Baudelaire e all'ascolto di band anni luce distanti dal sound dei Germs, come i Gun Club o i The Boys Next Door di Nick Cave. Fu per via di quella coerenza di cui parla lo stesso Guglielmi e dell'amore incondizionato per le sonorità punk e hardcore che il gruppo, per stessa ammissione di Lang, non lasciò mai che il proprio background culturale influisse con la propria “estetica” musicale. Almeno fino al 1990, con il disco “Feel The Darkness” e poi con “Pajama Party”, del 1992. Prima, le eccezioni concesse al loro rigore furono pochissime, e assai spesso viste con diffidenza all'interno della scena. Come l'usanza d'iniziare tutti gli show con “Interstellar Overdrive” dei Pink Floyd, alla faccia dei nasi storti o delle risa di scherno che questa canzone riscontrava nelle varie venue.

Soffermandoci ora sul cd, grazie alla solita Southern Lord che lo ha assemblato, le cacofoniche melodie che accompagnano i ricordi di quei giorni potranno risplendere di nuovo in molte camerette. Si osserverà così come, mentre tutti iniziavano a scendere la china che avrebbe portato il genere a essere più una questione "estetico-sociale" pronta a essere seppellita che altro, questi drughi dall'aspetto improbabile pensavano a mantenerlo dentro i confini della sola musica e lo facevano pestando a morte sotto randellate nodose come clave. “Pick Your King E.P.” del 1983, con tanto di Gesù Cristo ed Elvis in copertina, e il successivo “Record Collectors Are Pretentious Assholes E.P.” dell'anno successivo, anche questo qui inserito, sono stati due dei parti più trogloditi usciti fino ad allora e ancora oggi. Nessuno o quasi è stato in grado di raggiungere le vette di policromie aggressive della band di Portland.
Incredibile da credersi che sotto queste ventuno scudisciate, difficilmente superiori al minuto e mezzo di durata, a mezza via tra i Motorhead più punk, i Nagative Approach e i Discharge più turbolenti, si celassero aulici estimatori dei “Les Fleurs Du Mal ” o di Jeffrey Lee Pierce.
Concludono la raccolta i semi-inediti (sempre più difficilmente si può parlare di inediti, di questi tempi) “Laughing Boy”, registrata originariamente per la compilation del 1985 “Drinking Is Great!”; “Typical” e “Die On Your Knees”, due brani scartati dalle registrazioni di “Record Collectors Are Pretentious Assholes E.P.” e inseriti nell'antologia "Cleanse The Bacteria"; “I Gotta Right”, edita nell'edizione limitata della stessa compilation e un intero devastante live della primavera del 1983 al The Met. Il tutto in un'ora netta di musica, come da consuetudine. Un'ora che però non dovrebbe mancare in qualsiasi discografia domestica, alla voce: punk-hardcore. Un gran bel disco.

(22/11/2012)

  • Tracklist

1-13 "Pick Your King E.P."

14-21 "Record Collectors Are Pretentious Assholes"

22 Laughing Boy
23 Typical
24 Die On Your Knees
25 I Gotta Right

26-45 "Live At The Met"

Qui la tracklist completa.

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