Basato sul capolavoro di Goethe, “Faustian Echoes” trova gli Agalloch alle prese con una singola traccia di ventuno minuti e rotti, che è possibile scaricare direttamente dalla loro pagina Bandcamp.
Quello che è il brano più lungo mai scritto dalla formazione americana si sviluppa lungo percorsi tortuosi e non privi di cadute di tono, alternando epiche digressioni strumentali, recitati austeri, inteludi acustici e invettive rabbiose. Tutto ben fatto ma privo di anima, quasi a confermare, anzi, a deteriorare ulteriormente un’ispirazione che già su “Marrow Of The Spirit” appariva compromessa.
16/07/2012
Il fenomenale ritorno degli Agalloch
La band di Portland ritorna con una mezz'ora di intenso dark-folk
L'atteso ritorno del quartetto di Portland, tra furia black-metal e radure cristalline
La compagine americana continua a muoversi tra black-metal atmosferico e folk pagano
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni