ANENZEPHALIA - Kaltwelt

2012 (Tesco organisation)
dark-ambient, post-industrial

Anenzephalia è il progetto che accompagna la storica label industriale di Mannheim sin dai primi vagiti petrol-chimici. Dietro alle manopole siede B. Moloch, aiutato spesso da Wilhelm Herich dei Genocide Organ, altro storico progetto industrial-power electronics dell’etichetta, con cui i Nostri hanno una familiarità estetica e d’intenti sociali, ma con una personalità malata ben definita e individuale.


Successore di altri due degni dischi come “Ephemeral Dawn” e “Noeham” (lontani ormai più di nove anni), “Kaltwelt” si inserisce in un’ipotetica via di mezzo fra i due, cercando al tempo stesso di sperimentare e approfondire, scarnificando e bruciando, alcune strutture patologiche.


Il risultato di queste registrazioni risalenti al periodo 2008-2011 è uno studio ambientale di matrice post-industriale del caos notturno del presente. Una ripresa, un collage burroughsiano tradotto in riverberi, ingranaggi schiantati e frequenze abbandonate, della periferia del nostro tempo. Un isolazionismo che trascende il mero muro di suono (di “Noeham”) e la sua destrutturazione cerebrale, per incanalarsi in un flusso di emozioni e informazioni sì incoerenti, ma molto umane.

Un canale di scolo, un rivolo marcio di dati in decomposizione, in cui sinistri echi di distruzione traducono la nostra realtà.

Ecco così comparirci gli echi televisivi distorti dalla pubblicità ormai dimenticata di “Stahlmessias II”, il demoniaco esorcismo dell’intelligenza artificiale di “Bodies of Gold”: “We’re dancing in the ecstasy of the remains”, cita quest’ultima, in una celebrazione della fine umana.

Un macabro racconto di cavi, pelli e cicatrici, di circuiti mischiati a fluidi corporali, un magma cyberpunk che si glorifica nell’affascinante trittico di synth rotti “Aes”-“Mind Kalvary”-“Saefe”, in cui reflussi free cercano un ultimo, spezzato, giro d’ali dentro questo maelstrom maestoso e claustrofobico. 


La finale title track è l’ultimo canto morente di un gigante a vapore, un grande silenzio segue il risucchio totale dell’ossigeno attorno a noi: filtri, valvole, lastre e voci, tutte ormai chiuse in sé a morte.

“Kaltwelt” racconta un presente lontano, non nel tempo, ma nella percezione: un presente nascosto da una massa di plastica e sovrastrutture che ci ovattano dal capire la grezza materia organica in decadenza che ci circonda. La fogna che ne fluisce dai margini dell’informazione e della materia è la via per la sua comprensione.

01/02/2013

Tracklist

  1. 1. Stahlmessias II
  2. 2. Frostschrae
  3. 3. Nihilist's Sermon
  4. 4. Bodies Of Gold
  5. 5. Aes
  6. 6. Mind Kalvary
  7. 7. Saefe
  8. 8. Paradies
  9. 9. Kaltwelt

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