The Storm In The Barn (letteralmente La Tempesta nel Granaio) è una novella grafica per ragazzi, pubblicata nel 2009 dall'illustratore di Philadelphia Matt Phelan. Recentemente, ne è stata realizzata una trasposizione teatrale, da parte dell'Oregon Children’s Theater e la colonna sonora, (di fatto parte integrale della scena, essendo la stessa priva di dialoghi) è stata affidata ai Black Prairie. La piéce ha debuttato il 28 aprile di quest'anno.
Del poliedrico gruppo di Portland, nato da una costola dei Decemberists, si parla abbastanza in rete, ma spesso li si etichetta, abbastanza superficialmente, come gruppo bluegrass. Sì, è vero, il bluegrass è componente fondamentale della loro produzione (soprattutto nel passato repertorio dei singoli componenti della band), ma si tratta di una versione ripulita e aristocratica di questo genere, che altrimenti, per antonomasia, è rurale e festaiolo; per il resto, si tratta di un gruppo dall'eclettismo esemplare e quest'opera, abbastanza insolita per loro, ne è prova evidente.
Nel 2010 ci avevano deliziato con il loro esordio, "Feast Of The Hunters' Moon", uno degli album di folk alternativo più interessanti dell'anno; era logico, quindi, aspettarsi un'altra prova di tutto rispetto e l'attesa non è stata delusa. C'è da dire, inoltre, che recentemente è stato anche pubblicato un vero e proprio album da studio, "A Tear In The Eye Is A Wound In The Heart", ma di questo, probabilmente, parleremo in seguito...
A eccezione della conclusiva "Do You Believe?", i diciassette brani, quasi completamente strumentali, sono tutti molto brevi e narrativi, come è logico aspettarsi da una soundtrack, pur teatrale che sia; complessivamente, l'album dura solo (se consideriamo il numero dei brani) 32 minuti.
Tutto inizia con la breve ouverture vocale denominata, coerentemente, "Introduction", per passare subito al violino di Annalisa Tornfelt per "Jack's Theme", in cui fanno la prima apparizione quei toni struggenti che faranno un po' da filo conduttore di tutta l'opera. Poi il rocambolesco attacco di "Bully Attack Theme", qualora ce ne fossimo dimenticati, ci rammenta che siamo a teatro. Seguono il brevissimo e drammatico volo del calabrone di "Dust Theme" e, subito dopo, la meditabonda e malinconica "Dorothy's Recalling", con la fisarmonica di Jenny Conlee come strumento protagonista. "Child's Waltz", un breve valzer, appunto, ci ricorda che Annalisa è anche una splendida vocalist e induce un'infantile atmosfera idilliaca con lo xilofono ad imitare i toni di un carillon. Atmosfera subito interrotta, però, dalle cupissime note di "Dead Snakes" prima e dal marziale bolero di "Hero's Theme", dalle sfumature mediterranee, poi.
Seguono un brevissimo brano interlocutorio ("Peek In The Barn") e poi il lento incedere di un altro delicato valzer, "Ma's Waltz". La suspence di "Traveling Valise" ci accompagna verso la triste e lirica "Jack's Yearning", densa di note d'archi e fisarmonica, che rinfresca la mai sopita vena nostalgica dell'insieme.
Il brevissimo e marziale "Storm King Preview" e il tempestoso e cinematico "Rabbit's Slaughter" ci introducono al trionfale duello d'archi e fisarmonica di "Storm King Finale". Poi "Great Release Of Rain" è forse il brano più prettamente bluegrass dell'album, con il suo lieve dialogo di chitarra e banjo. Si giunge così alla relativamente lunga "Do You Believe?", in cui ritroviamo la bella voce di Annalisa a concludere in bellezza, in un clima di addio speranzoso.
Al di là del suo proposito strumentale, quest'album si pone come opera estremamente suggestiva, nell'insieme molto più cupa e drammatica di quanto le finalità sembrerebbero suggerire. Un compito, che, tutto sommato, poteva tradursi in un divertissement (non dimentichiamo che la piece è destinata a un pubblico di giovanissimi...), è stato affrontato con perizia e passione, dimostrando, ancora una volta, di essere al cospetto di una band tremendamente seria, che sfoggia, in tutto quello che fa, un impegno rigoroso, quasi maniacalmente professionale.
Certo, il massimo effetto emotivo lo si potrebbe cogliere nell'insieme audio-visivo della rappresentazione; ma, anche dal semplice punto di vista dell'ascoltatore puro, ma "The Storm In The Barn" ha una sua valenza indipendente e le carte in regola per meritare un posto di tutto rispetto nella giovane discografia dei Black Prairie.
11/11/2012