Bright Road

Norway

2012 (Self Released) | pop, alt-folk

Qualche anno fa il giovane canadese Philippe Garceau è vissuto - ipotizziamo per motivi di studio - quattordici mesi in Norvegia. Evidentemente qualcosa lassù dev'essere successo se, una volta rientrato nella natia Montréal e fondata una band che ha chiamato The Bright Road (che, tra parentesi, sembra più un moniker di un suo progetto solista che un gruppo stabile) ha dedicato allo stato scandinavo il titolo del suo album di debutto.

"Norway", il pezzo che introduce all'itinerario nordico di Garceau, possiede in effetti quell'intima, gentile ma vibrante malinconia, declinata in un territorio di mezzo tra il post-rock e il cantautorato, che troviamo in tanti artisti scandinavi (i norvegesi Cold Mailman o i danesi Kissaway Trail, per esempio) e, ovviamente, canadesi. Non dimentichiamoci infatti che i Bright Road vengono dalla Montréal degli Arcade Fire e degli Stars, ed è soprattutto da questi ultimi, dal loro indie-pop capace come pochi di fondere elettricità, synth e impasti vocali, che Garceau e soci hanno pescato a piene mani dando vita a una serie di episodi ("Take Control", "Why I'm Here", "Understanding Love") di grande luminosità sonora, contrapposta all'inquietudine sentimentale delle liriche.

Se il bozzetto acustico in spagnolo "Tu Muerte" appare più come una bizzarria, i sei minuti e mezzo di "What's Inside" testimoniano invece la propensione dei Bright Road alla dilatazione di ritmi e tempi, rimanendo però fedeli a una forma canzone che si incentra alla fine sul crescendo e sull'ariosa apertura del chorus, dove l'intreccio delle voci maschile e femminile e l'arpeggio lento e paesaggistico della chitarra dipingono pennellate di luce su un quadro di penombra diffusa. Come a lasciarci volutamente nell'incertezza se l'immagine rurale che campeggia in copertina ritragga l'inizio di un lungo autunno o l'ultima neve di un'incipiente primavera.

In definitiva, "Norway" dimostra in modo forse un po' episodico, ma in fondo sincero ed efficace, la notevole capacità di songwriting di Philippe Garceau che idealmente getta un ponte tra un canone folk-pop più o meno intimista di stampo americano (la piccola e delicata ballata per piano "Sail Away", affidata alla voce di Esther Garceau, ne può rappresentare un vertice) e gli ampi e sfumati orizzonti di un'utopica Scandinavia sonora, rappresentata dalla sua band più conosciuta e celebrata, ovvero quei Sigur Rós che i Bright Road omaggiano con spirito quasi devoto (e parole in norvegese!) nell'atmosferica triade finale "A Reculons", "Du", "Det Snor".

Certo, con "Norway" siamo solo all'inizio di un viaggio (che speriamo lungo), ma queste prime fotografie non possono che convincerci che i Bright Road abbiano punti ben chiari e segnati sulla loro mappa musicale.

(10/05/2012)

  • Tracklist
  1. Norway
  2. Take Control
  3. Tu Muerte
  4. What's Inside
  5. Sail Away
  6. Understanding Love
  7. Why I'm Here
  8. A Reculons
  9. Du
  10. Det Snor
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