Busdriver

Beaus$Eros

2012 (Fake Four/ Circle Into Square) | avant rap, hip-hop, electro

Fra i più geniali, eclettici ed imprevedibili esponenti dell'intellighenzia avant-rap da quasi tre lustri, Busdriver (vero nome Regan John Farquhar) è sempre stato un po' trascurato dai taccuini della critica italo-europea. Eppure il suo è uno dei migliori esempi di hip-hop sperimentale maturato al di fuori delle due sacre scuole del genere (Anticon e Def Jux). Almeno fino alla metà del decennio scorso, quando questo enfant prodige losangelino e figlio d'arte (il padre è un noto autore cinematografico e ha scritto la sceneggiatura del primo vero film sulla cultura hip-hop americana "Krush Groove" del 1985) toccò l'apice con un dittico di capolavori off e surrealisti in rapida sequenza: "Cosmic Cleavage" (2004) e "Fear Of A Black Tangent" (2005). Qui il suo rappin' virtuosistico e poliritmico si sposava a meraviglia con un hellzapoppin' musicale fatto di jazz pre e post bop, psichedelia pop e rock, intermezzi vaudevilliani, stralci di blaxploitation decantata e decontestualizzata, musica da camera e chi più ne ha più ne metta, dove parti strumentali e raffinate texture sampleristiche si compenetravano alla perfezione. Un caleidoscopio molto più facile da ascoltare che da descrivere. Un vero Frank Zappa dell'hip-hop. Sebbene l'etichetta sia stata appiccicata a molti altri in passato, mai come in questo caso, in alcuni momenti, è sembrata combaciare pur con le dovute proporzioni.

Venuta scemando, in anni più recenti, questa sua vena più artsy e contro-culturale, Busdriver è sembrato troppo spesso disperdere le sue enormi qualità in una serie di uscite ravvicinate (per quanto sempre dignitose) e in una miriade di collaborazioni e progetti paralleli di vario segno e tenore (fra i più significativi: "The Weather" in compagnia di altri due talenti dell'underground di L.A. come Radioinactive e Daedelus e "Hoofdriver" con Deerhoof). In tal senso anche il nuovo lavoro "Beas$Eros" conferma sia le potenzialità che le perplessità delineatesi attorno all'artista e al personaggio.
Questa volta Busdriver opta per una decisa virata su sonorità groovy ed elettroniche, improntate a una maggiore linearità e uniformità e caratterizzate da un forte inclinazione dance e pop, specie nelle parti cantate e nei ritornelli. E proprio qui risiede, a nostro avviso, il tallone d'Achille del disco: nella scelta di rinunciare a quel flow vorace, semi-intonato e schizoide in cui è maestro assoluto in favore di un falsetto più divertito che divertente e scarsamente alimentato da "ganci" e melodie. Il solito eccellente lavoro di produzione e una durata tutto sommato contenuta (meno di un ora di musica), non impediscono a Busdriver, dopo una buona partenza, di diventare prolisso e ripetitivo proprio nella sua affannosa ricerca di essere, magari, più accessibile che in passato.

Tuttavia non mancano spunti gradevoli, specialmente quando un rap astratto dalle ormai vaghe ascendenze anticoniane si sposa a sonorità insolite come l'euro-dance nella bombastica e contagiosa "Bon Bon Fire", il synth-pop semi-parodistico di "Kiss Me Back To Life", le rarefattissime cadenze dancehall di "Utilitarian Use Of Love" o ancora la gradevole freakeria di "You Ain't OG".
Altrove si punta su un elettronica più sofisticata che cita gli Animal Collective ("Picking Band Names"), centellina iniezioni glitch e Idm ("Colour Wheel", "Swandive Into A Drinking Glass") o cantilene quasi acid-jazz ("Feelings"). Né particolarmente ispirata è la retromarcia verso le proprie salde radici hip-hop di brani come "NoBlacksNoJewsNoAsians" e "Ass To Mouth", una ripresa giustificata soltanto dalle liquide pennellate funky e orientaleggianti di "Here's To Us", uno dei brani migliori del lotto.

C'è un po' tutto l'ultimo Busdriver in "Beaus$Eros", intellettuale e talentuoso ma anche confusionario, dispersivo e alle prese con qualcosa che non lo soddisfa mai completamente. Ma con un vulcano d'idee (e produzioni) come lui, non si può mai dire l'ultima: magari la prossima sarà la volta buona.

(10/03/2012)

  • Tracklist
  1. Utilitarian Uses Of Love
  2. Bon Bon Fire
  3. Kiss Me Back To Life
  4. You Ain't OG
  5. NoBlacksNoJewsNoAsians
  6. Picking Band Names
  7. Beaus & Eros
  8. Feelings
  9. Ass To Mouth
  10. Electric Blu
  11. Here's To Us
  12. Colur Wheel
  13. Swandive Into A Drinking Glass
  14. Scattered Ashes
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