Cassandra Wilson

Another Country

2012 (e-One Music / Membran) | jazz, world, country

Trent'anni di carriera alle spalle, due Grammy, un'infinità d'altri premi, l'approvazione del pubblico e della critica, il titolo di "America's best singer" attribuitole dal Times: la cantante e cantautrice Cassandra Wilson non ha certo bisogno di presentazioni. La sua voce scura, insieme ruvida e calda, che ricorda Nina Simone, e la sua capacità di fondere con naturalezza jazz, blues, country e world music ne hanno fatto una delle dive indiscusse della canzone colta d'oltreoceano.

Un'artista del genere potrebbe riproporre il proprio sconfinato repertorio acustico folk-blues per sempre. Invece, con l'eclettico "Silver Pony" del 2010, la musica della Wilson inaugura un nuovo sentiero, una svolta. "Another Country" è la deliziosa seconda tappa di questo percorso: insieme al raffinato chitarrista jazz e produttore Fabrizio Sotti, già con la Wilson in "Glamoured" del 2003, la cantante americana vola in Italia, a Firenze, per registrare undici brani dalla doppia chiave di lettura.
In superficie, un disco elegante e diretto, un sogno ad occhi aperti, evocativo come un tramonto tropicale, ricco di spunti e ispirazione. In profondità, invece, le armoniche sorprese del jazz, le fragili contaminazioni world e le suggestive liriche rivelano che "Another Country" esplora, più concretamente, le avventure della vita, tra sfide perse e delusioni, ma anche momenti di rivincita e luce.

A supportare Wilson e Sotti ci sono le trasognate atmosfere nate dall'incontro tra Nigeria, Francia e, ancora, Italia: Mino Cinelu e Lekan Babalola alle percussioni, Julien Labro alla fisarmonica e Nicola Sorato al basso. Una strumentazione essenziale e accattivante: ne deriva un sound decisamente mediterraneo, ricco e genuino, da scoprire poco a poco, ascolto dopo ascolto.
"Wash my face with blue water/ Lay my head on white linens/ Morning comes, drink black coffee/ Then I play my song on red guitar": così inizia "Red Guitar", brano intriso di colore e poesia, di quelli che fanno volare l'immaginazione lontano, in luoghi esotici e sconosciuti. La voce della Wilson danza piena di carisma, con il suo superbo fraseggio, in un'atmosfera insieme intrigante e pacata. La chitarra di Sotti emerge decisa ed elettrica, a rievocare David Crosby, per poi preferire l'acustica e le influenze del flamenco.

Il funk-blues di "No More Blues" è il più tradizionale dei pezzi. Per il resto, brani come "O Sole Mio" in salsa funk, con l'accento americano della Wilson che si cimenta con il più napoletano dei testi, o "Almost Twelve", un'estate africana ballata su un ritmo bossa, non possono che incuriosire l'orecchio. L'intero disco è, infatti, una piacevole sorpresa: omogeneo eppure mai uguale, "Another Country" sussurra il proprio messaggio gentilmente, ma con fermezza, come il più delicato e ammaliante degli amici. "Olomuroro" e "Letting You Go" sono il culmine di questo felicissimo incontro etnico, in cui la tradizione americana torna ad incontrare la canzone partenopea, ma anche ad esplorare le sue radici africane. E forse, in questi tempi di crisi, in cui si respira spesso un clima d'ansia e diffidenza nei confronti dello straniero, lavori come "Another Country" non rievocano solo il calore dei mari del sud, ma ricordano anche quanto sia fertile l'incontro con l'altro, superando confini, frontiere e barriere d'ogni sorta.

(03/08/2012)

  • Tracklist
  1. Red Guitar
  2. No More Blues
  3. O Sole Mio
  4. Deep Blue
  5. Almost Twelve
  6. Passion
  7. When Will I See You Again
  8. Another Country
  9. Letting You Go
  10. Olomuroro
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