Count This Penny

Pitchman

2012 (self released) | country-folk

L’hanno battezzato “Appalachian pop”: musica dall’anima antica come l’ombra delle montagne e dalla veste luminosa come un pomeriggio d’estate. Un’etichetta coniata dai coniugi Rigell per definire la musica del loro gruppo, i Count This Penny. Hanno preso il nome da un episodio di “Sesame Street”, ma le canzoni che scrivono hanno poco a che vedere con i sogni colorati dell’infanzia: dietro il country tirato a lucido dei Count This Penny palpita un cuore tenebroso, fatto di amori spezzati e ricordi tormentosi. Qualcosa di più, insomma, dell’ennesima coppia musicale pronta ad affollare la scena folk.

 

Quelle dei Count This Penny, per usare le loro stesse parole, sono “canzoni nate da un viaggiare instancabile da e verso le montagne di casa”. Dove la casa – manco a dirlo – è la patria del country, il Tennessee, la terra in cui i Rigell si sono conosciuti per la prima volta da studenti delle superiori. Ora Allen e Amanda vivono a Madison, nel Wisconsin, e proprio negli Smart Studios di Madison hanno registrato il loro esordio sulla lunga distanza, “Pitchman”, tra le pareti che hanno ospitato gente come Nirvana, Garbage e Sparklehorse.

Banjo, pedal steel, arzigogoli di fiddle: un po’ come il cassetto ingombro di memorie e chincaglierie che campeggia sulla copertina di “Pitchman”, la musica dei Count This Penny sfoggia tutto l’armamentario tipico della classica Americana. Ma è soprattutto l’intreccio delle voci di Allen e Amanda a conquistare il centro della scena, nel più puro stile Gram & Emmylou.

 

Il timbro polveroso di Allen porta gli accenti di “Medicine” verso territori di frontiera, con la complicità del violino zingaresco di John Henry. E quando è Amanda a prendere il microfono, la title track si srotola con una morbidezza melodica che non sfigurerebbe nel repertorio delle First Aid Kit.

I due si alternano anche nella scrittura dei brani (fatta eccezione per la cover di “Listen Down” del songwriter Ryan Barrington Cox), con John Ray e il suo banjo a completare la formazione della band. Alla fine, il duetto si scioglie in festa sullo scalpitante country-gospel di “Mother”. Resta magari qualche eccesso di tradizionalismo lungo il percorso, quando la personalità dei brani si fa meno decisa. Ma anche a volerlo considerare un disco di genere, le canzoni di “Pitchman” brillano di un cesello scintillante.

(10/12/2012)

  • Tracklist
  1. Roll Up Your Sleeves
  2. Pitchman
  3. Medicine
  4. Big Tall Pines
  5. I-26 Waltz
  6. Mountain
  7. Listen Down
  8. Storm With You
  9. Mother
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