Dub Colossus

Dub Me Tender

2012 (Real World) | dub

Nick Page, l'uomo che visse tre volte. Divenuto negli anni "prezzemolino" di ogni produzione world fusion d'alto rango, il bassista londinese è l'artefice di due super-gruppi che hanno marchiato a fuoco la storia più o meno recente del genere, prima la fortunata esperienza Transglobal Underground, poi i Temple Of Sound; nel frattempo compare anche al fianco di artisti quotati come Syriana, Natacha Atlas e Jah Wobble.
Nel 2006 quindi la nuova incarnazione di Page, nel progetto Dub Colossus, nato dopo un viaggio-ricerca ad Addis Abeba, indagando sulle possibilità di fusione tra la scena pop locale ed il pregiato jazz della regione, portando al solito il suo bagaglio artistico fortemente influenzato dal reggae delle radici.

Se "A Town Called Addis" (2008) era stato un esordio più che brillante per l'esperimento Dub Colossus, accolto con entusiasmo da tutti i canali "world" (aiutato sicuramente non poco dal contratto con la Real World), "Addis Through The Looking Glass" dello scorso anno, era invece un prosieguo un po' troppo fermo e stantio della vicenda, che lasciava già intravedere i primi segni di stanchezza.
"Dub Me Tender" tenta quindi di ricaricare le batterie potenziando gli elementi dub della macchina Dub Colossus: si tratta di una raccolta di remix dai due album precedenti più quattro brani inediti, che se non aggiungono nulla di nuovo in termini assoluti (tutt'altro), rinvigoriscono una formula già destinata all'involuzione.

Protagonista del disco è questa volta un dub-reggae dai contorni piuttosto tradizionali, dai bassi amplificati e dagli spazi larghissimi, speziato con il tipico jazz etiope, sciolto in una soluzione più allungata e gentile, a mo' di glassa vanigliata sulla scurissima base gusto cioccolato.
Quattordici brani poco incisivi su un piano puramente suggestivo, ma che riescono a farsi apprezzare per colore, godibilità e qualità ambientali. "Living In The Dub Of The Common People" e "Dub In A Time Of Cholera" i momenti migliori della raccolta, "Crazy In Dub" invece la reinterpretazione più bizzarra, con richiami al tormentone di Beyoncé Knowles.

Se non rinnova il mito della tanto auspicata "fusione dei generi", "Dub Me Tender" riporta in luce quell'anima squisitamente fricchettona e utopisticamente globalista scolorita dal tempo, spirito che fu di Page e di tutta una generazione di musicisti di cui il bassista è ancora il rappresentante più autorevole.

(11/09/2012)

  • Tracklist
  1. Dub In A Time Of Cholera
  2. Dub Me Tender (Ezena Mix)
  3. Satta Massagana (Yeka Dub)
  4. I'm In Dub With A German Filmstar
  5. Falling In Dub Again
  6. Uptown Top Ranking (Negus Dub)
  7. Stop! In The Name Of Dub
  8. This Is Not A Dub Song
  9. Crazy In Dub
  10. I Dub The Sound Of Breaking Glass
  11. What Time Is Dub
  12. Living In The Dub Of The Common People
  13. It's Friday I'm In Dub
  14. Bizarre Dub Triangle
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