Elfin Saddle

Devastates

2012 (Constellation) | psychedelic-folk

Quanta passione era contenuta nelle furiose combinazioni di antico e moderno di "Ringing For The Begin Again", in quell'esplosiva miscela di folk canadese e intrigante psichedelia giapponese.  Quegli stessi elementi naturali rimodellati e assemblati sono ancora fonte d'ispirazione per nuovi paesaggi sonori.
Le foreste americane hanno ancora colori verde e marrone; le contaminazioni industriali, i materiali abbandonati e i residui di un consumismo sfrontato tracciano più di una ruga sul volto giovane dell'arte del duo.

Le creazioni anarchiche figlie del weird folk sono ancor più personali e compiute. Emi Honda e Nathan Cage coordinano con maggior tensione emotiva le loro voci, mentre percussioni, violoncelli, fisarmonica, ukulele, organo, campane, edificano un muro del suono che toglie confini alla strumentazione più tipica del rock. Un viaggio metafisico tra atmosfere circensi - "Chaos Hand" in particolare - che raggiunge vertici creativi con una pura illusione sonora: la musica degli Elfin Saddle (nome di un fungo allucinogeno noto come Gyromitra Infula) non è un posto confortevole ed etereo; l'asse sonoro vira verso un nuovo concetto di noise.
Il vento agita le sonorità stridenti e cadenzate di molte tracce a partire dalle note iniziali di "The Changing Wind" fino alla conclusiva "The Wind Come Carry"; la musica è audace, greve, discorde, appena ingentilita da gentilezze "ornitologiche" in "Invocation". Lo scambio-incontro-scontro etnico continua con abili pagine di folk psichedelico che non amano restare in sordina e non cullano la propria audience in cerca di alibi spirituali a cui affidare le proprie utopie.

Il suono degli Elfin Saddle è una realtà identificabile in ogni frangente, la loro sperimentazione è frutto di una attitudine artistica intensa. Ascoltate il suono della fisarmonica che introduce "Kibono", che si trasforma in un drone su cui elettronica e percussioni incuneano un neo-mantra dai toni chimerici e ricchi di sano caos; oppure fermatevi nel vuoto di toni e timbri che rendono "The Power & The Wake" uno dei luoghi più desolati e affascinanti.
La creazione di un nuovo linguaggio folk rende "Devastates" un ascolto imprescindibile, l'evoluzione di melodie ed epica di "In A Blanket Of Leaves" avanza come una milizia medievale e fracassa le soglie della percezione emotiva con un insieme di sperimentazione e audacia che non conosce le secche dell'autoindulgenza. "Devastates" supera i confini di prodotto discografico per lambire il concetto di art-rock.



(30/03/2012)

  • Tracklist
  1. The Changing Wind
  2. Kiboho
  3. Boats
  4. The Power & The Wake
  5. Chaos Hands
  6. Invocation
  7. In A Blanket of Leaves
  8. The Wind Come Carry
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