La voce di Paola Bianchi è l'elemento fondante di questo disco di atmosfere sospese tra antica conoscenza e intimismo emotivo. Una voce vibrante ed eterea, che erge architetture emotive complesse e avvolgenti senza indulgere in quegli sperimentalismi tipici di Diamanda Galas o di Demetrio Stratos, ma impersonando un'energia spirituale fluida e rarefatta. Si adagia e s'innesta su minimali strutture elettroniche e ritmiche, mantenendo una chiara posizione dominante, un ruolo di guida e di compagna dell'ascoltatore nel suo viaggio di là dalla semplice processione di parole e note. Un percorso che nasce dall'uso di una lingua morta, il latino, del tutto spoglia del cinismo e della vacuità quotidiana, e per questo strumento nobile per riscoprire un immaginario emotivo antico e dal fascino cristallizzato.
Ombre dei Portishead e schegge meccaniche di matrice synth-wave si disperdono nel magma nero e trasparente della voce della cantante. Un lento e penetrante fluire che scandisce scene fantastiche, giardini d'oscurità, matrimoni alchemici, in un palcoscenico stretto e angusto ma dalle altezze vertiginose.
È quasi superfluo sottolineare le radici in comune fra questo concept e quanto fatto dai Dead Can Dance e i Cocteau Twins, da un punto di vista sia linguistico sia compositivo. Ma Paola Bianchi non cade nella semplice fotocopia, e traccia i contorni di un tempio personale. Un luogo di culto e introspezione le cui mura riecheggiano i suoni di un lento e accorato salmodiare.
Difficile separare un brano dall'altro, poiché la loro individualità si fonde in un corpo unico d'invocazioni e confessioni: "Amplexus Mentis" è un abbraccio, un canto aperto verso il cielo notturno e i suoi segreti. Interromperlo o lasciarsi rapire è una scelta nostra.
Terzo disco finora prodotto da Femina Faber, questo è sicuramente un punto nodale della sua evoluzione artistica e spirituale, nella speranza che questa sfera magica che pare avvolgerla attualmente non imploda in un semplice manierismo, ma prosegua nell'inglobare immaginari sempre nuovi.
10/07/2012