“Novecento”, ovvero una splendida, tragica, storia di passioni. Se “Fantasia Meccanica” e “Punto Luce” avevano dimostrato un’estetica elegante nel suo electro-dark non ortodosso, non votato semplicemente a una fruizione dancey, ma influenzato e ispirato da sottili atmosfere noir, nascosti recessi fra club in bianco e nero, e una visione quasi cinematografica dei piccoli, taglienti, incubi delle passioni.
Le acrobazie elettriche e i giochi cromatici che avevano sorretto la pulsione muscolare dei precedenti dischi le troviamo qui filtrate attraverso una luce d’ambra, una opaca pellicola color seppia che traspone i Nostri in un tempo letterario diverso.
La citazione de “La Pioggia nel Pineto” di Gabriele D’Annunzio su “Fuochi Fatui”, la danza corale tradotta electro-wave di “Ermione” si sposano sotto un tramonto lunare dai toni sintetici minimali (“Scenari D’Occidente”).
Parallelamente una pulsione sotterranea e più epidermica serpeggia in nel fascino glaciale de “Legendary Divers” – in cui li accompagnano i The Frozen Autumn– e nella coppia “Off And On” – “Between The Devil And The Blue Sea”, decisamente orientate a una danza meno cerebrale, densa di una tragedia, retta da un sospiro teso e accorato, ma capace di sfogare un’energia esorcizzante.
“Novecento” raccoglie parallelamente pulsioni meccaniche (leggi Kraftwerk) e letterarie, filtrate attraverso una pelle poetica soffusa, da cui traspirano poche parole delicate. La tragicità e la complessità del titolo sono riferimenti troppo complessi da afferrare a un primo ascolto, ma la visione estetica del disco si dischiude poi ineluttabile, lasciandoci dentro una scenografia sonora emotiva.
Un piccolo sguardo dentro il suono di una storia di passioni forti, dal retrogusto dolcemente nostalgico.
14/01/2013