La Vague

Cabaret Electric

2012 (Mia/Giara/Millennium Music) | alt-pop

La sigla La Vague torna al formato originario del duo (Francesca Pirami alla voce, Alessandro Corsi al basso), dopo averlo allargato al gruppo rock per il precedente Ep “La Vague FM” (incluso nel primo album “La Vague”, 2010) per il vero debutto su lunga distanza, “Cabaret Electric”.
Il duo ha a disposizione un vero e proprio interruttore d’istrionismo. Quando sposta i registri sul tradizionale accostamento tra voce e accompagnamento, il duo sfodera numeri facili come “Solo guai” e la salsa da balera con Ornella Vanoni alla voce di “Se non è amore”, ripiegando sul più tedioso pop nostalgico.
Quando elevano il cursore del basso elettrico (con sporco slap) di Corsi, risultano momenti da pianobar jazz-rock, come il tango-blues di “Straight Contrariwise”, con la voce che duetta come se fosse la "bella" de "La bella e la bestia".

Quando il canto è in inglese balzano alla luce gli esperimenti: l’intro minimale alla Meredith Monk e la rapsodia alla Frank Zappa per maracas e voce di “Lightness”, la chanson stupita Edith Piaf-iana di “Ballade”, poi circense, con bandoneon, percussioni, elettronica e campioni. La liscia parodia con kazoo delle torch song di Broadway in “What I Like for Christmas” non rende molto della loro grandezza, mentre “Rooster Party” è invece un calderone degli stili di Tom Waits, dalla voce con megafono allo stomp primitivo, ai suoni sardonici, al rock’n’roll stilizzato.
A coronare le canzoni più creative (“Rooster Party”, “Lightness”, “Ballade”) sta “Rumorofono”, uno strumentale a base di break-dance con abbuffata di lacerti elettronici.
La gemma del disco, a metà via tra pose ed esperimenti, un po’ ska androide e un po’ danza zombie, è forse "Non c’è terra", forte anche di uno stile canoro più che mai composito.

I due suonano di tutto (melodica, kazooto, il “rumorofono” che non è solo la canzone ma proprio uno strumento da loro brevettato, maracas, ogni tipo di basso, chitarra, synth, computer, persino bottiglie) e incanalano questa versatilità in una recita dalla trama sfilacciata ma esaltante negli esiti, con almeno quattro numeri di classe. Soli soletti, senza ospiti o collaborazioni, si possono dedicare a tempo pieno anche ai virtuosismi, che a volte inquinano invece di sviluppare. I due vi hanno anche tratto uno spettacolo teatrale dallo stesso titolo. Una bonus, un remix in salsa acid-jazz di un vecchio brano, “Looking Forward” (presente nel secondo Ep), risalente al 2005.

(25/10/2012)

  • Tracklist
  1. Straight Contrariwise
  2. Se non è amore
  3. Solo guai
  4. Lightness
  5. Ballade
  6. What I Like for Christmas
  7. Rooster Party
  8. Non c’è terra
  9. Rumorofono
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Recensioni

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La Vague

(2010 - Mia/Giara/Millennium Music)
La raccolta dei primi due Ep dell’act cabarettista italiano

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