L'Ombra Della Sera

L'ombra della sera

2012 (AMS) | prog-rock, neo-prog

Fabio Zuffanti, leader e ideatore di tanti e tanti progetti afferenti al neo-prog italico e non (ultima per cronologia la carriera solista, vedi "La foce del ladrone"), dà un'ulteriore prova di subliminale eclettismo con il progetto L'Ombra della Sera, dedicato alle sigle dei telefilm italiani degli anni 70.

La sigla di "Gamma" è scomposta tra sovratoni misteriosi (quasi atonali) in qualità di preludio, e l'impianto sinfonico che annuncia una lunga disamina di soliloqui tecnologici alla Goblin, di tastiera, mellotron, synth. "La traccia verde" diventa un quadretto fiabesco tra Ennio Morricone e la "West Side Story" di Leonard Bernstein, mentre "Il segno del comando" è fusion quasi funk con nuove aperture sinfoniche. "Ritratto di donna velata", prima di darsi alla lettura della cover, importa finalmente i tocchi gotici promessi fin dal nome del progetto.

Dopo questi episodi di rodaggio il combo prende finalmente coraggio nella suite di chiusa - "Ho incontrato un'ombra" -, la più impegnativa e la migliore improvvisazione del disco, che incorpora momenti horror, con sax e mellotron a scontrarsi di continuo, fino ad arrivare a dissonanze, armonici e tocchi spazializzati da puro evento sonoro alla "Moonchild" dei King Crimson.
Il basso di Zuffanti fa riprendere vita alla palude, con piccole melodie di flauto e piano elettrico, sovrastati da un mellotron minaccioso; l'elettronica si aggiunge all'accelerando per aumentare la babele. La coda è invece tradizionale, quasi a rassicurare l'ascoltatore, ma coccia con l'ipnosi malefica precedente.

Pur appassionato in più livelli di approccio (almeno due: quello archeologico, il primo, e poi quello della sofisticazione tecnologica), Zuffanti, in compagnia di Agostino Macor (tastiere), Maurizio Di Tollo (batteria), più i camei di Alessandro Corvaglia (voce ne "Il segno del comando"), Andrea Monetti (flauto), provenienti dalla Maschera Di Cera, e gli apporti di Paolo Marasso (contrabbasso), Francesco Mascardi (sax) e Roberto Nappi Calcagno (tromba), tramuta a stento il bendidio a disposizione in sostanza pruriginosa. Quando si va oltre la mera nostalgia è jamming che impressiona per l'alta qualità della patina sonora, l'immacolata professionalità. Preludio del primo libro del musicista: "O Casta Musica" (edito da Volo Libero, 2012).

(02/07/2012)

  • Tracklist
  1. Gamma
  2. La traccia verde
  3. Il segno del comando (cento campane)
  4. Ritratto di donna velata
  5. Ho incontrato un'ombra (A Blue Shadow)
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