Olympic Swimmers

No Flags Will Fly

2012 (Green White Violet) | alt-pop

La Scozia è una terra fantastica per l'indie-pop più delicato, quello fatto di melodie soffuse e luminosi arpeggi jingle-jangle. Ma questa non è una notizia: lo sa bene chiunque abbia presente Belle and Sebastian, Camera Obscura, Pastels e l'intera avventura Postcard Records.
La notizia è invece che un nuovo nome si è aggiunto al suo già ricco panorama: gli Olympic Swimmers, quintetto di Glasgow da poco arrivato all'album di debutto con la produzione di Iain Cook dei concittadini Aerogramme.

Difficile immaginare due band stilisticamente più distanti, in ambito indie. Da una parte un pop diafano e ammaliante, dall'altra un robusto alternative in odore di prog e post-. Eppure, proprio nell'incontro di queste due sensibilità sta la magia del disco.
Basta ascoltare il primo pezzo, "Father Said", per capire. Chitarra mite e cristallina; voce limpida, timida e un po' cantilenante; tenue riverbero che fa molto Sarah Records; tamburello: tutto l'armamentario indie-pop in bella vista, e "solare malinconia" d'ordinanza che si sprigiona dalle note. Eppure, c'è qualcosa nel ritmo, c'è qualcosa nel sottofondo e nell'andamento in crescendo che indica un'altra via, più affine al soft/loud di Explosions in the Sky e Mogwai, o agli incastri quasi math di Tortoise e Ganger (non sarà un caso che due di queste band siano proprio di Glasgow).

Certo, ci sono pezzi evidentemente sbilanciati sul versante più scanzonato e scintillante dell'indie-pop ("Fallen Trees", la deliziosa "Apple and Pears"), in cui dell'aura post- resta solo qualche schema di rullante e un vaghissimo velo produttivo. O episodi pressoché folk ("Bricks of our Building") che al limite fan pensare a Cranberries, Loreena McKennitt e compagnia celticheggiante. Ma quando poi arriva "In This House", con distorsioni impressioniste e impeccabile contrasto di tensioni e distensioni appare evidente il vero orizzonte del disco, il migliore terreno d'incontro per le tante anime che lo percorrono: un rinnovato connubio di dream-pop e shoegaze, spogliato di ogni ambizione spiritual/esistenziale e finalmente libero di prendere a prestito tutti i giochetti preferiti del genere per confezionare graziosissimi bonbon pop.

(10/09/2012)

  • Tracklist
  1. Father Said
  2. Knots
  3. Where It Snows
  4. Apples And Pears
  5. Bricks Of Our Building
  6. Game Of The Century
  7. In This House
  8. Fallen Trees
  9. Rung Down The Curtain
  10. Mt Noah
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