Roberto Cortese

Il canto del cigno

2012 (Autoprodotto / Hybrid Digital Sound) | orchestrale

Ci sono musicisti che, per scelta, o per destino, o ancora per pura sfortuna, dedicano da anni la loro vita alla ricerca e all'evoluzione della loro arte, pur restando patrimonio per una risicatissima nicchia di appassionati. Il torinese Roberto Cortese è un classico esempio di questo modello. Da trent'anni porta avanti un percorso tutto suo, che egli stesso rifiuta di etichettare o raffrontare con quello altrui, che lo ha portato ad attraversare linguaggi svariati e disparati, equamente diviso tra la carriera a suo nome (attivo anche come scrittore e pittore) e il side-project The Alcove. Dapprima appassionato di elettronica, folgorato sulla strada dalla nascente fronda della musica etnica, Cortese ha infine dedicato gran parte del suo tempo negli ultimi 8 anni alla musica orchestrale e alla composizione di colonne sonore: il tutto lontano da riflettori, fama, stampa e case discografiche.

"Il canto del cigno", come lasciato intendere dal titolo, è la chiusura di un cerchio, l'ultimo prodotto - per dichiarazione stessa del musicista - del suo percorso sinfonico. E, senza dubbio, è anche il meglio riuscito e il più ispirato. Il pezzo forte del lotto è la "Sinfonia No. 1", ovvero la cronaca interiore di una donna prigioniera della sua stessa vita, composta con la lezione armonica di Górecki ben in testa: la partenza angosciosa e catartica di "Disperazione" si snoda nel lamento sinistro della commovente "Tristezza", prima di colorarsi di nero nei quarantasette secondi di "Sofferenza prima del dolore" e abbandonarsi alla rassegnazione nella malinconica "Solitudine" e nel calando del "Finale".
Si tratta con tutta probabilità del miglior risultato ottenuto dal torinese nel suo progetto orchestrale, del quale l'album è quasi un sunto: "Ombre" e "Teathron" sono infatti due mini-composizioni formate dall'unione di più brani scritti precedentemente per varie colonne sonore - tra i quali svetta il maestoso "Tema di Dracula", per un'omonima versione teatrale del classico di Stoker - mentre "Classico" raccoglie le interpretazioni della prima delle "Gymnopédies" di Satie e del "Temporale" di Vivaldi.

In chiusura, il gioiellino della title track, quasi minimal-age à-la-Mertens, congeda dall'ascolto di quello che può essere considerato una via di mezzo tra un album e una raccolta, un vero manifesto dell'opera orchestrale dell'artista torinese, meritevole senza dubbio di un'attenzione mediatica ben maggiore di quella riservatagli fino ad oggi. Buona fortuna.

(12/09/2012)

  • Tracklist
  1. Sinfonia No. 1: Disperazione
  2. Sinfonia No. 1: Tristezza
  3. Sinfonia No. 1: Sofferenza prima del dolore
  4. Sinfonia No. 1: Solitudine
  5. Sinfonia No. 1: Finale
  6. Ombre: Non era la morte
  7. Ombre: In casa ero la più piccola
  8. Theatron: Tema di Dracula
  9. Theatron: Finale a sorpresa
  10. Theatron: Ninnananna
  11. Classico: Gymnopédie N.1
  12. Classico: Temporale
  13. Il canto del cigno
Roberto Cortese on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.