Tono And The Finance Company

Up Here For Dancing

2012 (Braintree Electronics) | alt-pop

Anthonie Tonnon, il titolare del progetto Tono And The Finance Company, è originario di una cittadina della Nuova Zelanda chiamata Dunedin. Sì, proprio quella Dunedin che venti-trent'anni fa è stata la culla di band neozelandesi dall'artigianale talento pop come i Bats, i Chills, i Verlaines, i Clean, tutte più o meno dedite a quel misto di energia lo-fi, melodie e chitarre jangly che la critica dell'epoca ha etichettato appunto come Dunedin sound. Ora, c'è ovviamente una generazione e mezza a separare il ventenne Anthonie e i gruppi citati (per quanto i Bats siano ancora in attività con ammirevoli risultati), ma qualche gene musicale dev'essere passato anche nel Dna di Tonnon, a giudicare dal fatto che i suoi primi passi sulla scena indie down under sono seguiti con grandissimo interesse da quelle parti e meritano attenzione anche nel nostro emisfero.

Torniamo al nostro Tono, allora. Lasciata Dunedin per andare a studiare economia ad Auckland (capito il perché della "Finance Company"?), volentieri il Nostro ha fatto una vita da studente bohémien insieme a tanti coetanei per qualche anno, tanto che gli episodi di questa parte della sua esistenza sono gli assoluti protagonisti delle canzoni del suo album di debutto "Up Here For Dancing" (giusto per citarne una, "Marion Bates Realty" racconta con tagliente arguzia lo sfratto dall'ennesimo appartamento per fuori sede). Intrappolato in un'età che in "Twenty-three" descrive con un ghigno sornione da Jarvis Cocker come "the hardest age to be, no longer invincible, but not old enough to be wise", Anthonie, da storyteller navigato, squaderna nei suoi pezzi una serie di racconti dall'umorismo tanto leggero quanto amaro, in cui la realtà appare in modo evidente come un motivo d'ispirazione da trasformare in piccole storie nelle quali il protagonista è lui e i personaggi gli girano intorno in una variopinta commedia umana (ecco la Susan della canzone omonima: "Susan you are beautiful, you're not real I made you up, you live in Grey Linn because it's where this song begins"; oppure "Tim", che è un po' il prototipo dell'amicone dei tempi dell'università, con cui passi i venerdì notte in bianco e ti ritrovi a cantare "the city is ours now" prima di finire a farti servire le solite birre dalla barista di cui tutti sono innamorati).

Musicalmente, i Tono And The Finance Company prediligono una forma canzone asciutta (due-tre minuti, mai di più) e di affilata immediatezza indie, precisa ma priva di orpelli, incentrata su un equilibrio di melodia e chitarre che non disdegnano momenti di obliqua saturazione, tanto che due pezzi d'irresistibile ed elettrica freschezza come "Timing" e "Skinny Jeans" non possono non ricordare i Pavement di Stephen Malkmus. Un po' Morrissey riletto attraverso i suoi epigoni contemporanei Cats On Fire (prendete l'iniziale, rotonda e ammiccante "Multiple Lives"), un po' Damon Albarn di quando i Blur raccontavano ironici le gesta del tipico "Charmless Man" ("Up Here For Thinking, Down Here For Dancing"), un po' Go-Betweens (in fondo la Nuova Zelanda è a un passo dall'Australia), un po' Dan Treacy con la sua versatile e torrenziale capacità di farsi narratore pop (il british humor di "Eating Biscuits" e di altri episodi ne è buona testimonianza), Anthonie Tonnon si presenta alla prova del primo album con dieci canzoni che rivelano la stoffa di un songwriter di notevole livello.

In fondo, a dispetto della giovanissima età e della limitata esperienza, Tono potrebbe già tentare la fortuna fuori dalla natia Nuova Zelanda, seguendo il consiglio ("use your brain to make money") del controverso protagonista del pezzo che dà il titolo al disco quando, in un brillante finale bowieano, celebra l'America ("America, Merica, Merica, Merica...") come la terra dei sogni. Chissà che gli orizzonti che Anthonie - nella copertina voltato di spalle e seduto accanto a una ragazza che potrebbe essere la musa di una qualsiasi delle sue canzoni - sta guardando fuori dal finestrino siano proprio quelli di una celebrità più ampia di quella che può offrire la piccola Dunedin.

(11/08/2012)

  • Tracklist
  1. Multiple Lives
  2. Timing
  3. Skinny Jeans
  4. Tim
  5. Susan
  6. Up Here For Thinking, Down There For Dancing
  7. Eating Biscuits
  8. With A Point
  9. Marlon Bates Realty
  10. Twenty-Three
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