Wax Mannequin

No Safe Home

2012 (self released) | songwriter, alt-folk

Che cosa resta di una candela, quando la cera si scioglie? Non ha più la stessa forma, non ha più la stessa consistenza, non ha più lo stesso aspetto. Eppure, la cera rimane: è la sua essenza che conta.

Non è da tutti decidere di prendere il nome da una meditazione di Cartesio. Ma Chris Adeney, meglio noto come Wax Mannequin, non ha mai temuto le scelte bizzarre. Ed è proprio citando il filosofo francese che si è autoproclamato manichino di cera. La supponenza accademica, però, non fa per lui: per fugare ogni dubbio basterebbe anche solo il video del nuovo singolo “Beware”, con Adeney che, in omaggio al suo moniker, si produce in una performance acustica lasciandosi sciogliere in testa una candela…

 

Sulla scena da oltre un decennio, il songwriter dell’Ontario ha attraversato più di una metamorfosi sotto l’egida Wax Mannequin. Gli spigoli rock di un tempo, ormai, sembrano lontani: nel suo sesto album, Adeney prosegue lungo la scia delle tonalità folk mostrate dal precedente “Saxon”. Un folk sempre ombroso e teatrale, da qualche parte tra il gotico americano dei Brown Bird e lo humour nero dei conterranei Burning Hell.

Prodotto da Nick Johannes negli studi White House di Hamilton, “No Safe Home” si presenta sin dall’iniziale “Black Bells” come il lavoro più in chiaroscuro della discografia targata Wax Mannequin. “Ci siamo concentrati molto sui suoni dell’ambiente”, spiega Adeney, “cercando di catturare il momento. Celebrando la magia dell’istante, ma anche il fascino delle imperfezioni e dei rumori che nascono quando si lascia semplicemente che le cose accadano”.

 

Il timbro cupo di Adeney gioca con il gusto del macabro, mettendo in scena un repertorio di danze che sembrano sbucare direttamente dalla notte di Halloween. Canzoni inquiete, canzoni che affiorano dalle nebbie del tempo, tra il violino di “Beware” e il fischiettio sinistro di “Other Part”. I toni convincono meno quando provano a farsi più lievi, come in “Body Black Body White” o “Bison”, a conferma dell’intima vocazione di Adeney per le tinte scure. E la filastrocca finale di “PB” recupera il gusto del nonsense dei vecchi tempi, andando a fare da anello di congiunzione con il passato di Wax Mannequin.

“Le canzoni vengono fuori dalla lotta con le forze contrastanti che uno ha dentro di sé”, confessa Adeney. “O almeno è questo il modo in cui scrivo”. Come canta in “Other Part”, tutti abbiamo due volti: “Hey don’t you know that part of you consoles/ Another part will burn me like a coal/ Don’t you believe that part of me concedes/ Another part will fight you to be free”. È da questo conflitto che passa inevitabilmente la verità di ciascuno. Sempre alla ricerca di qualcosa capace di sciogliere la cera dell’apparenza.

(07/12/2012)

  • Tracklist
  1. Black Bells
  2. Beware
  3. Body Black Body White
  4. Other Part
  5. Out On The Water
  6. Bison
  7. The Water
  8. Don't Want To Go
  9. Black Bells (Reprise)
  10. PB
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