Giancarlo Bianchetti

Appunti Mozurk Vol.1

2013 (Brutture Moderne) | world

Più o meno consapevolmente, Vinicio Capossela sforna talenti. Nello specifico, chitarristi. Alla Yarbyrds, insomma. Dopo Alessandro Stefana, ora tocca a Giancarlo Bianchetti. Badate però che, al di là del comune passato caposseliano, nonché alla chitarra che li accomuna, tra i due c'è un abisso: di contro a Stefana, che muove tra americana e tex-mex, lo sguardo di Bianchetti è rivolto verso il Brasile, con sortite world e spirito avantgarde.
Coadiuvato, ma solo in alcuni brani, da amici distribuiti tra fiati, basso, chitarra e voce, essenzialmente queste diciotto tracce, nate per lo più in svariate notti insonni, Bianchetti le suona e maneggia tutto da solo.

La vellutata bossa di “The Red Duke” piuttosto che i flauti briosi in “Flouferlanf”, la malinconia di “Arvore” (ad echeggiare è Bola Sete) o la vertiginosa “155.555” (tutta scat e cantato Wyatt), palesando l'anzidetto amore carioca, evidenziano una scrittura illuminata che, all'occorrenza, sa andare anche oltre. Un pezzo come “Bass Synth Wah”, ad esempio, nel suo essere funk, rammenta certe cose dei Goblin in salsa exploitation, mentre “Rangonatiem” potrebbe essere un paesaggio sonoro di Brian Eno.

Registrato in un arco di tempo che va 2001 al 2012, “Appunti Mozurk Vol.1” è da considerarsi un diario di bordo che forse manco doveva farsi disco, poiché ci viene difficile immaginare - ma tutto può essere - una pianificazione lunga dieci anni e poco più.
E in due lustri di registrazioni, è ovvio che un musicista dotato e curioso come il Nostro esplori più musiche. Come l'estatico raga con vocalizzi femminei di “Mena”, oppure l'epica world-music - per feeling, prossima al Peter Gabriel di “Passion” - di “Gorée”.

Ai quindici pezzi autografi vanno aggiunte le cover, rigorosamente personalizzate, di Joào Gilberto (una “Undiù”, con percussioni al posto dell'originaria chitarra, in versione tribale), Egberto Gismonti (“A Fal Da Paixào”, di cui mantiene la dolcezza ma non il piano, sostituito dalla chitarra) e di un altro ex-Capossela, Mirco Mariani, la cui rilettura di “Mariachi” certifica l'amore per la bossa.

Non sarà nata una stella (è in giro dai primi anni 90, e oltre Capossela, vanta collaborazioni con Tullio De Piscopo, Silvia Donati, Giammaria Testa e Patrizia Laquidara), ma se oggi tocca brillare, che sia di luce propria e non riflessa. Almeno per una volta.

(22/06/2013)

  • Tracklist

1. Marili
2. Scoobydoo
3. Gorée
4. Flautinha
5. 155.555
6. Bass Synth Wah
7. The Red Duke
8. Vulvia
9. Mariachi
10. Rangonatiem
11. Flautinha & Tambores
12. Flouferlanf
13. Arvore
14. Abe 1
15. 72 Arpette
16. A Fala Da Paixao
17. Mena
18. Undiù