Il parto delle nuvole pesanti

Che aria tira

2013 (Ala Bianca / Warner) | folk-rock

Fondato nel 1990 da Salvatore De Siena, Il Parto delle Nuvole Pesanti ha finora realizzato undici album, fondendo stili e linguaggi differenti, dall’etno-rock alla canzone d’autore alla world music, concedendosi spesso originali sperimentazioni, grazie a contributi di artisti di grande spessore.
Gli anni recenti sono stai densi tanto di concerti, in grado di consolidare fama e seguito della band, quanto di riconoscimenti, basti ricordare la nomination al David di Donatello per “Onda Calabra”, brano che non fece mancare aspre polemiche con Peppe Voltarelli. L’ex-cantante della band disapprovò la concessione del pezzo per la colonna sonora del film di Antonio Albanese “Qualunquemente”, riadattato per l’occasione dalla Banda Osiris e dallo stesso Albanese.

Il 2013 del Parto è segnato dalla pubblicazione di “Che aria tira”, album che sin dal titolo apre una finestra su importanti temi politico-sociali: musica “socialmente utile” in grado di affrontare con passione problemi legati alla mafia, all’ambiente, al lavoro, alla vita in carcere, al razzismo, ai conflitti fra culture e religioni.
Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo, con la storica collaborazione di Antonio Rimedio e Manuel Franco, hanno confezionato un progetto che raccoglie l’esperienza ventennale di musica, cinema e teatro, non facendosi mancare neanche l’analisi introspettiva, scandagliando a fondo l’animo umano alla ricerca del senso del vivere nell’epoca della globalizzazione.
Pubblicato da Ala Bianca, e distribuito dal gigante Warner, il disco segna un’ulteriore evoluzione musicale della formazione calabrese, fra solchi acustici, incursioni rock e suoni elettronici, dove il tamburello e il mandolino dialogano naturalmente non solo con la chitarra, ma anche con il laptop.

Si parte con il piglio dissacrante della trascinante “Che aria tira”, pronta a mettere a nudo le nuove favole su sesso, successo e finanza, evidenziando le difficoltà di arrivare a fine mese.
“La nave dei veleni” (ispirata al libro “Navi a perdere” di Carlo Lucarelli, che recita anche dei versi nel brano) segue le rotte dell’ecomafia, “Crotone” affonda gli artigli sulla devastazione ambientale, “Ho visto gente lavorare” è dedicata alle morti bianche.
Non mancano i colori della speranza, accesi da “Vento di Scirocco”, mentre si sprofonda nell’anima, ricercando il senso della vita lungo la via dell’amore, attraverso la delicata “Qualcuno mi ha detto”, ispirata alla poesia “Il più bello dei mari” del grande Nazim Hikmet.
“Vita detenuta” sussurra le voci suicide del carcere; “Alì Ochalì” (con la voce della cantante turca Canceli Basak) racconta la storia del grande condottiero ottomano di origini calabresi, eroe della battaglia di Lepanto, convertitosi all’Islam per liberare la Calabria dalla dominazione spagnola, “Terapia sociale” punta il dito contro il delirio della scienza, dell’economia e della perfezione estetica, la conclusiva “La poltrona” è una sarcastica filastrocca sul potere.

Fra tarante, Mario Balotelli, Mario Monti, rime da applausi, ecologia, pedofilia, strisce di cocaina, scorie radioattive, piccoli e grandi disagi quotidiani, la band ce la mette tutta per accendere l’orgoglio meridionale attraverso dieci sguardi ironici ed amorevoli sul nostro tempo. Unendo la passione per il ballo popolare e la voglia di cantare nelle piazze a momenti di intensa riflessione, si costruisce la speranza per una nuova primavera.
L’importanza delle radici, innestate su una nuova coscienza consapevole.

(16/03/2013)

  • Tracklist
  1. Che aria tira
  2. Vento di Scirocco
  3. Crotone
  4. Ho visto gente lavorare
  5. La nave dei veleni
  6. Vita detenuta
  7. Alì Ochalì
  8. Qualcuno mi ha detto
  9. Terapia sociale
  10. La poltrona
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