Inigo & Grigiolimpido

Controindicazioni

2013 (Interbeat) | pop-rock

Dentro la vittoria (febbraio 2012, il brano è “Tutta un'altra guerra”) del premio come “Miglior canzone d'amore indipendente” a Sanremo, superando, tra gli altri, nomi quali Afterhours, Marlene Kuntz, Dente, Paolo Benvegnù, c’è un po’ il sunto della proposta targata Inigo & Grigiolimpido. Rock che di rock non ha quasi più nulla, sia nei testi e nelle tematiche che non superano mai la linea del politicamente corretto o del solo apparentemente scorretto e sia negli arrangiamenti, certo ben strutturati, gradevoli, e puntuali ma non proprio nati per scuotere troppo le emozioni del pubblico.
Una delle cose che distingue nettamente il mondo patinato del pop-rock da classifica da quello sporco del rock alternativo, sta anche nel sound che, nel primo caso, mette da parte le chitarre, le distorsioni per concentrarsi su ritmiche grevi e martellanti e voce sempre ben distinta, in primo piano, quasi a sottolineare che il resto è solo un contorno. “Controindicazioni” si piazza proprio a metà tra queste due realtà tanto diverse nel risultato, anche se vicine nel nome, non arrivando mai a donarsi totalmente alle necessità e alle richieste del pubblico e slegarsi dalla tradizione, anche cantautorale, italiana eppure dimostrandosi incapace di dare alla sua musica una corretta definizione di rock, scostumato, irriverente, pieno di sé.

Un po’ Vasco e un po’ Daniele Silvestri, Inigo e i suoi Grigiolimpido fanno una fatica pazzesca a scrollarsi di dosso le similitudini con i più famosi colleghi e certo non pare facciamo veramente tutte le scelte più opportune per non vedersi paragonati di volta in volta a uno qualunque di quei cantautori che si autodefiniscono rocker mentendo al pubblico da anni, sapendo di mentire. Impossibile non paragonare le canzoni di “Controindicazioni”, con i suoi crescendo esplosivi e i suoi ritornelli coinvolgenti (“Per le strade di Bath”, “Il futuro degli anni 60”, “Bacco è in giardino”) almeno nelle intenzioni, a Ligabue e allo stesso modo sarà facile accostare alcuni dei testi fintamente ribelli e la voce "strascinata" a Gianluca Grignani (“Faccio il filo a Sofia”, “Mamma ciao”) o le languide ballate a quelle di Luca Carboni (“Baci alla Repubblica”) e il rock convenzionale a quello dell’ultimo, pessimo, Vasco Rossi (“Come brezza sull’acqua”).

Le cose più interessanti di “Controindicazioni” si fanno notare quando Inigo mette da parte la canzone d’impegno sociale o passionalmente tormentosa e canta con ironia e, talvolta, sarcasmo (“Ivo vs Ale”, “Discorsi”, “Il primo martedì del mese”) attestando anche di sapersi mettere in gioco, non prendersi sul serio più di quello che dovrebbe un artista (super)emergente, sulla scia della tradizione di Rino Gaetano o Silvestri. Ogni tanto finisce per scivolare in un becero qualunquismo ma certamente conquista almeno un po’ di sana di simpatia.
Se la voce di Inigo non brilla proprio per originalità, innovazione e timbrica, sulla stessa falsariga viaggiano i Grigiolimpido che si bloccano su fastidiosi cliché pop-rock che innervosiscono ancor più quando la band dimostra di sapere come staccarsi da questi stereotipi. Penso alla prima parte di “Faccio il filo a Sofia” e al suo folk che ricorda quello di Cesare Basile, oppure a “Ivo vs Ale” o ancora a “Il primo martedì del mese” e il funky che mette da parte, per un po’, la forma-canzone più classica e lineare.

Con “Controindicazioni”, gli Inigo & Grigiolimpido sembrano molto lontani da quelle che sono le due realtà dominanti del panorama musicale italiano citate all’inizio, ma questa non è una via di mezzo che denota originalità o coraggio. Suona, al contrario, come un non voler scegliere da che parte stare.

(17/12/2013)

  • Tracklist
  1. Per le strade di Bath
  2. Faccio il filo a Sofia
  3. Baci alla Repubblica
  4. Ivo Vs Ale
  5. Il futuro degli anni ‘60
  6. Discorsi
  7. Mamma ciao
  8. Il primo martedì del mese
  9. Bacco è in giardino
  10. Come brezza sull'acqua


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