Juro

Juro

2013 (Roll It Baby) | alt-rock, wave, alt-pop

Genesi tribolata, quella dei Juro, trio laziale dedito a un sagace indie-rock, il quale a inizio decennio si presentava con voce e bassista femminile, in una formazione che da subito apparve più che promettente. Giusto il tempo di mettere a punto i primi pezzi, ed ecco che arrivò il classico rimescolamento, con la band che divenne tutta al maschile.
Giammarco De Massimi (voce, chitarra e principale compositore) e Matteo Frattali (batteria) reclutarono l’amico bassista Stefano D’Angelo, che conferì alla miscela musicale in divenire un certo tocco wave. Per progressivi accumuli è stato generato il disco d’esordio, anticipato da un paio di singoli distribuiti gratuitamente a margine delle esibizioni live del gruppo.

“Juro” è fondamentalmente una mirabolante sintesi fra Cure e Pixies, che non resta però nostalgicamente ancorata agli anni che furono, ma trova una propria via per la contemporaneità, inerpicandosi fra i frastagliati percorsi del rock indipendente del nuovo millennio. L’album si caratterizza anche per certi slanci molto Arcade Fire, tanto che nella superba “Marriott” sorprende la prossimità sia musicale che vocale con la band canadese.
Ma sono i riferimenti con Robert Smith e Frank Black i più ricorrenti, come ben dimostra la riuscita deviazione spagnoleggiante di “Copa”. I Juro riescono a fare cose serie senza prendersi troppo sul serio. Sanno colpire dritti al cervello con le perfette melodie oblique di “Red Eyes (Motette), ma anche ammorbidire il cuore con il passo malinconico di “Ohio.Com”.

L’album è una sfilza di citazioni che non sapremmo dire quanto volute dalla band, quanto frutto del caso o quanto il risultato di nostre allucinazioni notturne. Sta di fatto che tirar fuori dal cilindro un disco così brillante arrivando dalla palude (nel caso di Latina, loro città di origine, mai sostantivo fu più appropriato) della provincia è oggi un fatto ancor più clamoroso.
Ora la formazione si è allargata a un secondo chitarrista, Gianmarco Volpe, già presente da qualche mese nelle esibizioni live, quindi è possibile che le prossime composizioni possano lanciarsi verso nuovi interessanti orizzonti. Nel frattempo non sarà così strano ritrovarsi sotto la doccia a canticchiare le melodie assassine di “Toulouse Lautrec” o “Jenny, You Are Over”.

(22/10/2013)

  • Tracklist
  1. Jenny, You Are Over
  2. Tomorrows
  3. Red Eyes (Motette)
  4. Oh Oh! How Are You?
  5. In Your Pants (Elephante)
  6. Toulouse Lautrec
  7. Ohio. Com
  8. Marriott
  9. Copa
  10. Rabbitt
  11. Roll It Baby
  12. The Patriots
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