Khem

The Cross

2013 (Old Europa Cafe) | electro industrial

Che la siderurgia produca danni inqualificabili all'ambiente e alla salute umana è un fatto inconfutabile. Le esalazioni dolciastre delle gigantesche canne fumarie, inarrivabili narici di un angelo infernale, si condensano dando vita a nefaste visioni che si traducono in suoni urticanti. Oggi, come quarant'anni fa, in quella decadente fonderia di talenti pravi che è Taranto, come allora accadeva a Sheffield, il circo dei mostri industriali si popola di nuove creature. Khem, oltre a essere l'antico termine egizio con cui si indicava il colore nero, è anche la “prole degenere, nata dall'esigenza espressiva e sperimentale” di Cosimo "Zos" Mungheri.

Se il suo esordio “Come Forth”, rilasciato nel 2011 dall'elvetica Show Me Your Wounds, guidava l'ascoltatore negli anfratti più bui di una trance spirituale destabilizzante, il secondogenito “The Cross”, pubblicato dalla storica Old Europa Cafe e inaugurato dai bordoni sciamanici di “Babalon The Harlot”, lo avvicina invece ad avanguardie sonore frastagliate, che si incastrano naturalmente con l'estetica cyber-synth-punk del compianto Gianluca Lerici, alias Prof. Bad Trip, celebrato nella traccia omonima. Il tocco elettroccultista di Devis Granziera, demiurgo del Teatro Satanico nonché autore delle musiche e produttore di “The Cross”, addensa i fumi ipnotici di “Fourth Way” e gli incensi Tibet-ani della title track. Le incursioni vocali di Divine Negation (aka Terreni K), altra cometa nera della scena dark-ambient tarantina, declamano il canto rovinoso di “Psalm”, brano erede di “Cold Cell” degli eterni Coil.

Le invettive anti-capitaliste del Sozialistisches Patienten Kollectiv, estrapolate dal volume “Fare della salute un'arma”, si fanno strada a suon di beat convulsi e violenti in “Pazienti Socialisti Khem”, mentre “Fatto di Cronaca” è il “ricordo represso” della ventennale “Confesso Tutto!” del Teatro di Devis. L'impietoso dileggio degli status sociali che tratteggiano la nostra contemporaneità, passati in rassegna da “Peggio”, apre le porte ad “Aiwaz”, traccia che sembra estratta da “Kosmoloko”, compilation di culto della ditta Arafna. A chiudere il cerchio magico è “4'33''”, tributo silente al controverso manifesto dello sperimentalismo sonoro di John Cage.

Oltre alle indiscutibili influenze di Granziera e all'amichevole collaborazione di Divine Negation, “The Cross” vanta anche il prezioso intervento compositivo di Roberto "Milusic" Migliussi.
L'esperienza Khem continua a generare frutti marcescenti. E questo è un buon segno.

(05/01/2014)



  • Tracklist
  1. Babalon The Harlot
  2. Prof. Bad T.R.(est)I.(n)P.(eace)
  3. Fourth Way
  4. Psalm
  5. The Cross
  6. Syrens Of Taras
  7. Pazienti Socialisti Khem
  8. Fatto Di Cronaca
  9. Peggio
  10. Aiwaz
  11. 4'33''


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