Computers

Love Triangles Hate Squares

2013 (One Little Indian) | rock'n'roll

L’esordio dei quattro ragazzi di Devon aveva rianimato gli entusiasti del punk-hardcore-pop, sicuri di trovare nella loro musica le migliori intuizioni dei Black Flag e dei Clash appena temperate da una attitudine pop. Gradevole e rinfrescante “This Is The Computers” non riusciva ad emergere nella infinita produzione di genere, ma il gruppo mostrava buone credenziali da sviluppare e potenziare.

“Love Triangles Hates Squares” è l’occasione per il gruppo di confermare le buone impressioni dei suoi live-act, introducendo rockabilly e soul. Rinunciando a molte delle limitazioni indotte dal produttore John Reis per l’esordio, il gruppo con l’aiuto di  Mark Neil riesce a liberare l’energia implicita nel suo sound, sottolineando una maggiore versatilità vocale e una più swingante struttura sonora.
Non rivoluzioneranno lo stato della musica, i The Computers , ma l’onestà della loro proposta garantisce al nuovo album “Love Triangles Hate Squares” più di un ascolto distratto e superficiale, grazie anche a una scrittura più matura e variegata.

“Bring Me The Head Of A Hipster” affina il taglio punk combinandolo con il rockabilly e affilando il ritmo nella più rovente e decisa “Disco Sucks”. La variante soul si insinua trasfigurando molte delle intenzioni originali del gruppo, e a volte il suono diventa più pop-mod citando Jo-Boxers e Squeeze (“Mr Saturday Night”) e i Dexys (“Call On You”), ma la band è più convincente quanto osa spezzare i confini tirando fuori buone intuizioni come la costelliana  “C.R.U.E.L”.
Buoni spunti ritmici e un brio tutto rock’n’roll animano la title track “Love Triangles Hate Squares”, una furia che esplode in “Selina Chinese” con basso e tastiere che citano tutte le migliori intuizioni del genere, lasciando a “Point Of Interest” e “Single Beds” il rinnovo del lato più soft della loro musica.

Il secondo album dei The Computers conferma le migliori attitudini della band e convince più dell’esordio, ma restano evidenti i limiti del songwriting, sempre piacevole ma mai capace di graffiare. I quattro ragazzi inglesi potranno sempre contare su un seguito fedele e soddisfatto, ma sperare in qualcosa di più è non solo impossibile ma anche inutile, music for fun.

(07/08/2013)

  • Tracklist
  1. Bring Me The Head Of A Hipster
  2. Love Triangles, Hate Squares
  3. Mr. Saturday Night
  4. Nothing To Say
  5. C.R.U.E.L.
  6. Disco Sucks
  7. Selina Chinese
  8. Point of Interest
  9. Sex Texts
  10. Call On You!
  11. Single Beds
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