TM404

TM404

2013 (Kontra - Musik) | dub-techno

Da ormai circa dieci anni - concluse le sue fondamentali esperienze con glitch e click&cuts - Andreas Tilliander da Stoccolma regala agli amanti della techno più distesa miriadi di lavori e brani chiaramente ispirati alla scuola berlinese.
Usciti sotto vari moniker (fra cui il più famoso è senza dubbio Mokira) e sparsi fra i cataloghi di case discografiche fin troppo blasonate (Raster-noton, Type, Mille Plateaux e la stessa Kontra-Musik su tutte), i lavori dello svedese - sempre al confine fra ritmo e distese ambientali - hanno reso la sua una figura di riferimento per il pubblico europeo, capace pure con l'ottimo “Album”, nove anni or sono, di sdoganare la techno sotterranea negli ambienti più cool (e storicamente house-oriented) della sua terra natale.

TM404 è il nuovo progetto di Tilliander, una sorta di ripartenza che ha però in sé l'intento di raccogliere e compattare quanto seminato all'insegna di un'unica parola chiave: vintage. Via il laptop, via i piatti e via tutto quel che s'interponga al contatto diretto fra musica e musicista; elogio al synth, alla drum machine e al mondo dell'analogico.
Operazione nostalgica a dire il vero già vissuta più volte per mano di un sacco di musicisti, ma che Tilliander sceglie di portare avanti nel suono quanto nel concept. Così, ciascun brano ha per titolo i numeri corrispondenti ai modelli di hardware (di esclusiva griffe Roland) utilizzati nella sua esecuzione, e pure il nome del progetto si rifà all'unico codice che la casa giapponese si rifiutò, per motivi di scaramanzia, di affibbiare ad un suo prodotto.

Alla prova dell'ascolto, il risultato è però decisamente inferiore alle aspettative. “303/303/303/606” parte in realtà bene, infilandosi in un tunnel sospeso a metà fra un Monolake prosciugato e un Quantec ai blocchi di partenza. Ci si aspetta, dopo quella che suona come la “classica” intro, l'inizio del trip: e invece nei sette minuti di “303/303/303/303/606” non succede assolutamente niente, con la scuderia di macchine che sembra dialogare svogliata nel sonno. Tilliander vorrebbe flirtare con il gelo macchinale e sfruttare ogni singola dilatazione, ma una tracklist mal organizzata e la scarsa propensione alle immagini della sua musica non lo aiutano.
Va quindi bene finché si resta su una techno solida e rarefatta (“202/303/303/303/606/606” e Deepcord docet) o si gioca con le alienazioni sublunari dei tempi che furono (“303/303/303/303/808” e alzi la mano chi non ha pensato agli Orb più rilassati), mentre decisamente non riuscite sono tutte quelle immersioni – che compongono la restante parte dei brani – in una sorta di deep-ambient montato sugli acidi della storica TB-303.

In “TM404” trovano conferma i leciti sospetti che hanno accompagnato sin dall'inizio la nascita di questo progetto, rendendolo al tempo stesso una delle più chiacchierate e attese esperienze elettroniche di questo inizio 2013. L'impressione è quella di un prodotto confezionato ad arte ed elaborato senza troppa fantasia sulle basi del ben preciso intento di omaggiare, nel millennio del laptop e del digitale, la techno dello hardware analogico.
Operazione concettualmente riuscita appieno, ma che dietro a una buona carta da regalo e a una altrettanto forbita promozione, nasconde una quasi totale assenza di idee e ispirazione. Come se quelle macchine che negli anni Novanta fecero la storia per mano di nomi imprescindibili potessero vent'anni dopo restare al passo suonando per conto proprio, senza un manovratore, abbandonate a una libertà che sa solo di trascuratezza. Senz'anima.

(19/02/2013)

  • Tracklist
  1. 303/303/303/606
  2. 303/303/303/303/606
  3. 202/303/303/303/606/606
  4. 303/303/303/303/707/808
  5. 202/303/303/303/808
  6. 202/202/303/303/606
  7. 303/303/303/303/808
  8. 303/303/303/303


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