Versailles

1976-1991

2013 (autoprodotto) | garage-rock

Non lasciatevi ingannare dal nome, i Versailles sono italianissimi, pesaresi per l’esattezza, e questo è il loro secondo album. Trattasi di un duo formato da Damiano Simoncini e Manu Magnini che ci dà dentro di brutto, in linea con le migliori coppie rock in circolazione, dai nostrani Bud Spencer Blues Explosion agli ultra lodati Black Keys.
E’ una bella energia quella che esce dai solchi di “1976-1991”, che consente ai due musicisti di ritagliarsi la giusta visibilità su scala nazionale.

“Uh! Uh! Ah!” serve giusto per scaldare i motori, ma è la successiva “Rollin’” il vero battistrada, quella che fa decollare il disco. Dopo l’esperimento di miscelare italiano e inglese in “H.V.S.”, ecco i riff super stoner di “Ma dov’è la severità”, che lasciano poi spazio agli afflati glam-grunge di “2 Night” e “Sweetie Queers” le quali, poste più o meno a metà tracklist, danno il mood all’intero lavoro.
“Intro/An Hour” è tipico hard rock early seventies, “Marenero” è il ponte verso l’acida conclusiva “Back In The 60’s”. Nella ghost track i Versailles puntano dritti verso lo stile degli Offlaga Disco Pax, mettendo in mostra un declamato alla Max Collini.

“1976-1991” è un’overdose di garage-rock, debitore tanto degli Stooges quanto dei Kyuss, ma con in tasca il santino del Cbgb; un album progettato da un duo che deve aver masticato tanta buona musica nel percorso sin qui macinato.
Una bella nuova realtà dal sottosuolo italiano.

(07/12/2013)

  • Tracklist
  1. Uh Uh Ah!
  2. Rollin’
  3. H.V.S.
  4. Ma dov’è la severità
  5. 2 Night
  6. Sweetie Queers
  7. Intro / An Hour
  8. Marenero
  9. Back In The ‘60
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