[Br]om

Nebula

2014 (autoprodotto) | jazz funk-punk, free-improvisation

Il trio moscovita dei [Br]om suona un energico e frizzante concentrato di (free-)jazz, funk e punk e in questo suo terzo lavoro procede imperterrito lungo un sentiero in cui riconoscerete di sicuro echi di Contortions, John Zorn, Lounge Lizards e via di questo passo.

A menare le danze è il sassofono di Anton Ponomarev, sorretto da una sezione ritmica (Dmitry Lapshin al basso e Oksana Grigorieva alla batteria) estremamente dinamica. Assalti virulenti e scariche adrenaliniche vanno di pari passo con decostruzioni geometriche e passaggi più evocativi, evidenziando un disegno d’insieme mai scontato, capace anzi di tenere sempre desta l’attenzione in grazia di un interplay sempre fecondo.
Per la furia zorniana della title track e quella complessivamente più controllata di “Rags”, ecco, quindi, una “Bedsheet” che passa lentamente da un dimesso fraseggiare noir ad un crescendo sincopato non privo di una certa dose di nevrosi metropolitana; una pimpante “Torch” che va accartocciandosi su se stessa, risalendo da un attimo appena di smarrimento con una ragnatela di spigoli e manrovesci repentini; una “I Often Say “Thank You” che ciondola malinconica e malconcia, ma ha sempre pronto lo scatto imperioso, la fuga sbarazzina che sembra voler risolvere tutto con una grassa risata.

Poi, arriva “Liquid Cold” e il gelo scende lungo la schiena, ricordando che bisogna non esagerare con le sciocchezze e con il buon umore.
Nel caso il disco stuzzichi il vostro appetito, recuperate anche l'omonimo del 2011.

(26/02/2014)

  • Tracklist
  1. Nebula
  2. Rags
  3. Sugar Lion
  4. Skid
  5. Bedsheet
  6. Torch
  7. I Often Say "Thank You"
  8. Liquid Cold
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