Dan Sartain

Dudesblood

2014 (One Little Indian) | southern-rock, blues, rock-a-billy

Dan Sartain appartiene a quella categoria di artisti bizzarri e sbilenchi che, seppure sottotraccia e quasi senza rendersene conto, contribuiscono costantemente a tener viva la fiammella del rock'n'roll. Che sia in una malfamata bettola di Tijuana o in qualche main stage in apertura di White Stripes e Hives, i concerti del buon Dan trasudano violenza e un'irruente attitudine punk-a-billy d'altri tempi, certamente mutuata dalle trasversali influenze musicali sbattute con forza sul bancone.
E così la testa calda dell'Alabama torna con “Dudesblood”, sesto album in studio che si conferma un frullatone musicale irresistibile, un distillato made in Usa da gustare con trasporto e ammirazione. Gli ingredienti sono più o meno quelli conosciuti: si va dal rock nelle sue più svariate declinazioni americaneggianti al country-folk, dal blues al rockabilly fino al garage e al punk-hardcore più grezzo e impulsivo. Ecco perché, un po' come per il suo illustre fan Jack White, definire Sartain un “artista poliedrico” risulta un'operazione tanto scontata quanto assolutamente corretta.

I pezzi tirati e rumorosi filano veloci, e quasi senza rendercene conto veniamo trascinati di peso nel pogo dall'attacco di “Dudesblood” e dall'irruenza hardcore à-la GG Allin di “Smash The Tesco”, oltre a un palese aggancio al garage-rock del compianto Jay Reatard in “You Don't Know Anything At All”.
Fortunatamente, per noi che non siamo più dei giovincelli, Sartain e la sua cricca propongono anche episodi più rilassati e vintage come l'ottimo southern-rock di “HPV Cowboy” (che non ha nulla da invidiare agli alcolici mantra sudisti dei Black Lips), lo spaghetti western in stile Calexico con tanto di rumore dello schiocco di frusta di “Rawhide Moon” e la conclusiva “Moonlight Swim”, in cui il giovane crooner con in testa le mirabilie di Elvis si riposa sulle rive del Mississippi, cullato da una dolce slide guitar più country che mai.

In mezzo a questi inni incondizionati agli States più polverosi, troviamo la marimba di “Marfa Lights” che ci catapulta in un'assolata spiaggia caraibica e l'ottima cover di “Pass This On” dei nordici Knife, trasformata per l'occasione in una torbida e passionaria avventura noir consumata sulle eleganti spiagge di Saint Tropez.
Che dire di più? Bravo Dan, continua così!

(22/07/2014)

  • Tracklist
  1. Dudesblood
  2. Pass This On
  3. Marfa Lights
  4. Smash The Tesco
  5. You Don't Know Anything At All
  6. Love Is Suicide
  7. HPV Cowboy
  8. You Gotta Get Mad To Get Things Done
  9. Rawhilde Moon
  10. Moonlight Swim


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