Ex-Otago

In Capo Al Mondo

2014 (Officine Ex-Otago) | alt-pop, songwriting

Dopo l’apprezzato “Mezze Stagioni” del 2011 e il conseguente altrettanto fortunato tour, gli Ex-Otago si sono trovati a dover affrontare il primo scossone della propria carriera. C’è stato, infatti, l’abbandono da parte di Alberto “Pernazza”, figura di spicco della band per tutta una serie di motivi, dalle incursioni parlate nell’impianto melodico cantato alla verve che dava a tutto lo spettacolo dal vivo con il proprio carisma. Va detto che Pernazza e i suoi ex-compagni di band si sono lasciati bene e la separazione è dovuta esclusivamente al senso di distanza artistico tra lui e il percorso che gli Ex-Otago avevano già iniziato a intraprendere. Percorso che era già iniziato nel bel mezzo del tour, quando al quartetto storico si erano aggiunti altri due musicisti e la componente “pernazziana” fatta da un misto di vivacità e giocosità stava assumendo un’importanza minore a vantaggio di un suono più morbido, caldo e strutturato.

La sfida che i rinnovati Ex-Otago avevano davanti era, pertanto, quella di perseguire fino in fondo le scelte avviate, creando qualcosa che non facesse sentire la mancanza di chi se n’è andato ma allo stesso tempo senza diventare totalmente un’altra band. Ecco, quindi, che “In Capo Al Mondo” presenta 12 brani senza alcun momento parlato e che spingono sull’acceleratore meno rispetto al passato, sia dal punto di vista del ritmo che della tipologia di suono. Dal primo punto di vista, la stragrande maggioranza delle canzoni tengono dei tempi medi, mentre alcune hanno un andamento lento; per quanto riguarda il suono, esso è allo stesso tempo più compatto e più ricco di dettagli, con l’interazione tra le chitarre acustiche e la sezione ritmica a farla da padrone ma con questi elementi che ogni volta si muovono in modo diverso e il cui insieme è arricchito, a seconda della canzone, da giri di tastiera, fiati, una fisarmonica, arpeggi di chitarra elettrica o ulteriori percussioni.
I testi, rispetto al passato, perdono totalmente quei momenti di puro disincanto di brani come “Giorni Vacanzieri” o “Patrizia”, ma hanno tutti lo scopo di rappresentare qualcosa di concreto, concentrandosi soprattutto su tematiche già trattate dalla band, come il sentirsi a disagio in una società moderna fatta di frenesia, conformismo e rapporti impersonali, nella quale se non ti adegui non puoi resistere a lungo e l’unica soluzione è la ricerca di un posto a misura di se stessi, ovunque esso sia.

Sono essenzialmente due gli elementi che, da un lato, fanno sì che gli Ex-Otago non si siano snaturati e dall’altro rendono questo disco valido proprio per la capacità della band nel mantenerli, nonostante l’approccio così diverso rispetto al passato. Per prima cosa c’è lo stile melodico, immediatamente riconoscibile e soprattutto accoppiato a un’ottima ispirazione compositiva; poi c’è la capacità di trattare le tematiche sopra specificate con la giusta dose di leggerezza, senza che i testi risultino evanescenti o avulsi dalla realtà. Difficile scegliere un brano in cui questi pregi si concretizzino in modo più efficace rispetto agli altri: il disco si ascolta con grande facilità, nonostante il tasso di varietà sia minore rispetto ai lavori precedenti, proprio per come gli arricchimenti sonori di cui sopra risultano sempre azzeccati senza essere invadenti e per la qualità diffusa e costante di melodie e testi.

“Mezze Stagioni” era sicuramente un lavoro più a tutto tondo, accattivante e stimolante, ma era impensabile per questi rinnovati Ex-Otago arrivare a un simile livello. L’importate era ripartire in modo solido e convincente e la missione è stata totalmente portata a termine.

(23/04/2014)



  • Tracklist
  1. Amico Bianco
  2. L'Appuntamento
  3. L'Età Della Spesa
  4. Nuovo Mondo
  5. Foglie Al Vento
  6. Chi L'Ha Dura l'Avventura
  7. La Ballata Di Mentino
  8. Giovane Estate
  9. Gian Antonio
  10. Il Ballo Di Nicola
  11. La Tramontana
  12. Le Cose Da Fare
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