Gabriel Saloman

Movement Building vol. 1

2014 (Shelter Press) | ambient-drone

Il chitarrista Gabriel Saloman è stato per più di qualche anno la metà di supporto degli Yellow Swans, a fianco di Pete Swanson. La sua arte testurale ha finito per prevalere sopra la passione per i power electronics del compare, ed è proseguita nei suoi primi solisti “Adhere” e “Soldier’s Requiem”. Il primo culmine del suo percorso, perlomeno in termine di ambizione, arriva con la suite di 35 minuti in due parti di “Disciplined Body” contenuta nel terzo “Movement Building”.

La prima gioca e tentenna troppo con le percussioni campionate, rullanti militareschi e tamburi di combattimento, che non aumentano e anzi fanno ristagnare la tensione data dai vibrato elettrostatici.
La seconda parte è invece un crescendo Klaus Schulze-iano che inizia da nebulose trafitte da funeree note acute. Un sereno adagio di respiri, palpiti, echi celesti e battito cardiaco muta in ondate psichedeliche che si sovrappongono continuamente raggiungendo stadi sempre più alti: la visione si fa insostenibile tanto da iniziare a crepitare d'interferenze, fino a soverchiarla nella cacofonia.

Composto per una coreografia (“Re-Marks On Source Material” di Daisy Karen) influenzata dalla disciplina dell’esplorazione extra-corporea; primo di due volumi dedicati alla dinamica. Sviluppi talvolta farraginosi e un epilogo capolavoro.

(15/10/2014)

  • Tracklist
  1. Disciplined Body
  2. Disciplined Body pt. 2 
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