Galileo 7

False Memory Lane

2014 (Fools Paradise) | power-pop, garage

Allan Crockford non ha solamente attraversato la scena britannica degli ultimi trent'anni: ha contribuito in prima persona a costruirla. La sua parabola musicale prende il via nella prima metà degli anni Ottanta dalla fiorente scena delle Medways con i seminali The Prisoners, formazione di stampo mod che di fatto anticipò Madchester, baggy movement e britpop con il suo garage impregnato di pop e psichedelia, diventando un modello dichiarato per gente come Tim Burgess e i suoi Charlatans. Esaurito il ciclo vitale dei Prisoners, Crockford si tuffa in nuove avventure musicali (The Solarflares, JTQ, Thee Headcoats), talvolta insieme al sodale Graham Day: i due diventano colonne dei The Prime Movers e The Solar Flares, fino a riassumere le varie svolte della propria carriera nel progetto Graham Day & The Forefathers, sorta di cover band di se stessi.

Soltanto nel terzo millennio, però, Crockford scopre la vena di autore e imbastisce il progetto The Galileo 7, che esordisce nel 2010 con “Are We Having Fun Yet?” e fa il bis nel 2012 con l'interessante “Staring At The Sound”. Arriviamo così ai giorni nostri e al terzo atto “False Memory Lane”, in uscita per l'etichetta “domestica” Fools Paradise. Un album che rivela la crescita stilistica di Crockford e soci, impegnati in un campionario di canzoni che mescolano power-pop e garage-rock, influenze Paisley underground e una psichedelia che assume contorni spaziali, come d'altronde suggeriscono la copertina dell'opera e il nome stesso della band, mutuato da un episodio di Star Trek.

Il rischio di eccedere, tuttavia, è scongiurato da una scrittura asciutta e certamente retromaniaca, ma comunque sempre sul pezzo e al passo con i giorni nostri, come dimostra fin dalle prime battute “Don't Follow Me”, caleidoscopio lisergico che sulle note dell'organo teletrasporta nello spazio. “You're Not Dreaming” e “Nobody Told You” si insediano nella tradizione pop albionica, non troppo lontano dalla lezione di Kinks e Small Faces per intenderci, mentre le incantate atmosfere di “False Memory Lane” tratteggiano un'impalpabile psichedelia acustica.
Il picco dell'album risiede nel meraviglioso uptempo “Don't Know What I'm Waiting For”, sorta di incrocio tra power-pop e college-rock alla maniera dei Rem d'antan: il nostro pezzo del momento. “Tide's Rising” gioca sul riuscito duetto chitarra-organo, “Fools” si riempie di reminiscenze beatlesiane, evidenziando una volta di più il netto – e in un certo senso inevitabile – debito nei confronti della gloriosa scena nazionale. Chiudono il sipario i chiaroscuri bisbigliati à-la Jarvis Cocker di “Little by Little”, ennesimo trip dal retrogusto cosmico.

Se amate il sound britannico, “False Memory Lane” è pane per i vostri denti.

(09/06/2014)

  • Tracklist
  1. Don't Follow Me
  2. My Cover Is Blown
  3. You're Not Dreaming
  4. False Memory Lane
  5. Nobody Told You
  6. Don't Know What I'm Waiting For
  7. I'm Still Here
  8. Tide's Rising
  9. Fools
  10. Don't Want To Know
  11. Little By Little
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