Greylag

Greylag

2014 (Dead Oceans) | roots, rock, folk

Se durante i primi secondi di “Another” vi assale il dubbio di aver erroneamente inserito nel vostro lettore cd il terzo album dei Led Zeppelin invece dell’esordio dei Greylag non meravigliatevi, la confusione è quantomeno lecita, anche se l’ascolto complessivo delle nove tracce sottolinea più di un'influenza legata ai mitici anni 70.
Come altre band ben più attraenti (Band Of Horses, Kings Of Leon, Fleet Foxes) i nostri esordienti pescano nell’immenso panorama del rock elettroacustico, con brani che oscillano dal radiofonico all’esotico, accompagnati da una serie di piacevoli deja-vu.

Melodicamente vivaci nonostante piccoli accenni gothic-folk (“Arms Unknown”), memori del valore antropologico del blues (“Mama”), spesso incerti se seguire le orme dei Wilco (”Yours To Shake”), o mirare più in alto verso Crosby, Stills Nash & Young (“Black Sky”), i Greylag mettono infine insieme un pregevole album di retrò-rock-roots senza mai disturbare né entusiasmare fino in fondo.

Nonostante ciò, restano evidenti motivi per sperare in un percorso più personale e originale in futuro: gli intrecci vocali sono sempre ariosi e vigorosi, le architetture chitarristiche sono a tratti polverose e ruvide alternando distorsioni e gentilezza, le canzoni sanno di sole e pioggia senza che il primo asciughi quello che la seconda bagna.
Mettendo in gioco tutte le influenze e le ambizioni, i tre di Portland (in verità provenienti da diverse realtà dal Texas alla California), non disdegnano pagine più avventurose o raffinate, depistando l’ascoltatore superficiale e smaliziato, mettendo a segno almeno un  paio di colpi mancini (“Burn On”, “One Foot”), e alternando la loro ennesima rilettura re-intitolata di “Tangerine” dei Led Zeppelin con energiche sfuriate rock, infine concentrando nella notevole “Kicking” tutta quella maestria comunque palpabile nell’album ma mai messa a fuoco.

“Greylag” è un album che merita un ascolto non fugace, perché dietro l’apparente normalità della loro rilettura del passato si cela una passione per la sfumatura monocromatica che potrebbe riservare qualche sorpresa in futuro.

(29/11/2014)

  • Tracklist
  1. Another
  2. Yours To Shake
  3. Arms Unknown
  4. Mama
  5. Kicking
  6. Burn On
  7. Black Sky
  8. One Foot
  9. Walk The Night


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