I Missili

Le vitamine

2014 (V4V) | pop-rock

Si qualificano come una “tribù del suono” plausibilmente perché non sono un team dalla stabile line-up quanto piuttosto un progetto in continua espansione, nel quale, a oggi, scoviamo membri di Management del dolore post-operatorio (Nicola Ceroli alla voce e Luca Di Bucchianico al basso in “Ci vorrebbe un coltello”), Voina Hen (Amadeo Bolletta al basso) e I giorni dell'assenzio (Mattia De Iure, voce solista in “A bastonate” e “Dio romano”). Eppure la band abruzzese non ha nulla a che vedere con il sound e lo stile aggressivo, irriverente, viscerale dei conterranei capitanati da Luca Romagnoli. Le loro radici affondano invece negli esordi electro-pop, scanzonati, trascinanti, orecchiabili e allegri di Vampire Weekend (“Dio romano”) o, se vogliamo scegliere un paragone più vicino alle nostre coste, ai Boxerin Club, pur se con minori derive di stampo caraibico (“Ci vorrebbe un coltello”, “A bastonate”).

Caratteristica basilare degli otto brani è l’incedere quasi da marcia della sezione ritmica, che rivela un’anima folk rock strampalata (“Fossili”, “Se vai”) che a tratti sembra comprimersi, gonfiarsi ed espandersi dentro un contenitore stilistico pronto a esplodere ma che, in realtà, non va mai in mille pezzi, tenendo sempre alta la tensione, in una sorta di ansia sublime ma snervante al tempo stesso. Immaginate dei Dodos (mettiamo da parte però la voce più profonda di Meric Long) più striminziti ed essenziali, meno rumorosi e psicotici e ai quali sia stato detto di non fare troppo casino.

Non mancano momenti in cui chiara è la componente indie-pop all’italiana, tra i più delicati Tre allegri ragazzi morti (“Una grande tribù”) e un Colapesce (o Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione) in prospettiva elettronica e sintetica che scoprisse una vita non poi tanto orribile e riconoscesse che la felicità è una scelta possibile per l’esistenza (“Fotoricordo”) ma senza sforzarsi troppo di sorridere (“Le vitamine”).
Non questi, però, sono gli aspetti che più colpiscono. Il vero punto di forza sta in una disarmante semplicità espositiva, nell’eccezionale ricerca melodica, sia nella parte vocale sia nei suoni e alla fine, tra il mix di voci, le campionature e le note essenziali di chitarra, la sezione ritmica spesso martellante ma non poderosa, i testi semplici, poco impegnati ma non stupidi, è difficile capire se “Le vitamine” sia un disco da apprezzare solo in quei momenti d’irrazionale tristezza, in cui si cerca un barlume di speranza e un pizzico di felicità dentro note sgangherate e poco impegnative oppure qualcosa di più, un sound e uno stile dal sapore antiquato ma pieno di una modernità che pare essersi mostrata a sprazzi in terreni diversi ma che in questi termini tanto diretti e coraggiosi non abbiamo mai ammirato in penisola italiana.

“Se assunto in dosi massicce fa tornare giovani, allegri e compulsivi”. Probabilmente la degna conclusione sta tutta qui.

(23/05/2014)

  • Tracklist
  1. Fossili
  2. Ci vorrebbe un coltello
  3. Dio romano
  4. Fotoricordo
  5. Una grande tribù
  6. Se vai
  7. A bastonate
  8. Le vitamine
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