Jack Ruby

Hit And Run

2014 (Saint Cecilia Knows) | punk-rock, avantgarde

La storia, finora oscura, dei Jack Ruby ha inizio a Albany, New York, nel 1973: Chris Gray e Robin Hall danno forma al loro progetto musicale coinvolgendo Randy Cohen, musicista e co-ideatore del serge synthetizer (tra i suoi estimatori il produttore e musicista Malcom Cecil).
La volontà di non restare nell’anonimato è evidente nella denominazione della band: Jack Ruby è infatti l’uomo che sparò a Lee Harvey Oswald ovvero l’assassino di John Fitzgerald Kennedy, ma i piani del trio subirono molte variazioni e imprevisti e la storia del rock li accantonò subito tra i perdenti.

Le prime incisioni del quartetto (nel frattempo era entrato nel gruppo Boris Policeband) sono devastanti e lucide come diamanti grezzi, sulle orme di Captain Beefheart il gruppo dà forma a un caos elettronico con ritmiche rock’n’roll e destrutturazioni armoniche che trovano un referente passato solo nei Stooges e anticipano Pere Ubu, Fall e Dna con un punk ante litteram.

Cinque registrazioni in studio e una manciata di concerti sono tutto quello che resta dei Jack Ruby, ma la forza delle loro incisioni è sconvolgente e affascinante: l’audace brio di “Hit And Run” mette insieme le trame corrosive di Iggy Pop e le future alienazioni di Mark E. Smith, “Mayonnaise (Is Made Of Eggs)" ha le stesse fattezze della trota, “Bored Stiff” dà fuoco a scampoli residui di rock’n’roll, “Bad Teeth” piomba nella cacofonia pre-Suicide sfiorando il capolavoro, e “Sleep Cure” sorprende per la cura dei dettagli e delle sonorità che altrove è solo meno udibile ma sempre evidente.

Il caos creativo dei Jack Ruby si appresta a essere uno dei momenti più interessanti della scena rock newyorkese, ma le costanti defezioni (Boris e successivamente Cohen lasciano la band in modo violento) e i pur validi nuovi acquisti (in particolare George Scott che poi entrerà nei Contorsions) renderanno sempre più istabile e incerto il futuro della band, che senza lasciare tracce discografiche entra in un oblio ultratrentennale dal quale sarà ridestato dall’interesse di Thurston Moore dei Sonic Youth.
“Hit And Run” recupera le incisioni in studio (anche se uno dei brani del secondo potenziale singolo è definitivamente perso) e alcune delle loro performance live. Pur non negando l’influenza dei Velvet Underground e della vitalità della scena newyorkese, l’attitudine quasi punk è leggermente da nerd, inoltre le tentazioni elettroniche e la cura comunque maniacale degli elementi della loro musica fanno dei Jack Ruby un archetipo più complesso e vario di quanto si possa immaginare (Chris Gray amava definire la band come degli Steely Dan art-punk). La folle mistura di avanguardia, feedback e torture di synth delle performance incluse nel secondo cd suona ancora seminale e ricca di intuizioni per il futuro del rock.

(01/09/2014)

  • Tracklist
Cd 1

  1. Hit and Run
  2. Mayonnaise 
  3. Bored Stiff 
  4. Bad Teeth 
  5. Sleep Cure 
  6. Beggars Parade
  7. Neon Rimbaud 
  8. Out of Touch 
  9. Hit and Run ('77)
  10. Bad Teeth (Don Fleming 'Instant Mayhem' Remix)

Cd 2

  1. Destroy/Lost
  2. Beryllium Blues 
  3. Parietal Cha Cha
  4. Lithium Serenade 
  5. Hydrogen Lullaby
  6. Palaatine March 
  7. Sphenoid Waltz 
  8. Sodium Nocturne
  9. Temporal Tango 
  10. Mandible Mambo 
  11. Ghost Note


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