Pete Molinari

Theosophy

2014 (Cherry Red) | folk, rock'n'roll

Prima o poi un album di Pete Molinari conquisterà la vostra voglia di radici, di quelle vere però: blues, folk e rock'n'roll sono il linguaggio musicale di uno degli autori più vivaci del panorama inglese, ma ancora poco conosciuto in Italia. Di lui tessono lodi artisti come Paul Weller, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Richard Hawley, Black Keys, e non è difficile capire perché: Pete Molinari è capace di tratteggiare brani fuori da contesti temporali con una scrittura intensa e originale.
Affascinato dall'integrità artistica e dalla credibilità di autori come Willie Nelson, Johnny Cash, Leadbelly e Phil Ochs, Pete ripercorre i sentieri pioneristici del folk ancora non contaminato dalle innovative intuizioni di Bob Dylan e dalla lettura epica di Bruce Springsteen, mentre il titolo "Theosopy" definisce in modo chiaro i confini entro i quali si muovono i testi, ovvero le passioni umane e il misticismo religioso in tutti i suoi aspetti teologici e filosofici.

Fosse un'operazione eseguita a tavolino o premeditata per puri scopi commerciali, staremmo qui a parlare di vintage o di retrò, ma Pete Molinari non è un giovane innamorato di un'epoca che non ha mai conosciuto, ma un musicista il cui linguaggio artistico e creativo sfocia naturalmente in queste forme forse desuete, che qui suonano spontanee e incredibilmente vitali e moderne.
Il groove jazz-blues e beat della splendida traccia d'apertura "Hang My Head In Shame" è un fulmine a ciel sereno che mette subito in chiaro che "Theosophy" non è solo il quarto album dell'artista ma anche il suo più deciso passo nel mondo della notorietà; lo strano incrocio tra folk e raga di "I Got It All Indeed" e il fragile romanticismo campestre di "Dear Marie (You Made A Fool Of Me)" sono esempi di scrittura pura, un'arte che dai tempi di Elvis Costello e Nick Lowe avevamo perso ogni speranza di riascoltare, se non in album mainstream troppo edulcorati e fasulli per poter dare emozioni.

Il rock'n'roll del disco scorre sottopelle senza sotterfugi citando Buddy Holly e Rocky Erickson con leggeri fluidi psichedelici e Sixties in "Evangeline" e "You Will Be Mine", ridando poi al folk la giusta dimensione di musica popolare e militante in "I Got Mine" e "When Two Worlds Collide".
Anche quando le radici si fanno più intense Molinari conserva una verve contagiosa: il tocco gospel di "Mighty Son Of Abraham" e il soul-blues di "Easy Street" mettono in gioco un suono più maturo e complesso, e non stupisce che Dan Auerbach abbia voluto essere della partita suonando la chitarra in "So Long Gone" (un brano che suona come una versione naif dei Black Keys).

Il musicista inglese (ma vanta origini egiziane, italiane e maltesi) è un abile conoscitore della migliore tradizione folk e rock'n'roll e riesce a farla rivivere con canzoni trascinanti alla Roy Orbison ("What I Am I Am") ed energiche ballad per armonica e chitarra acustica ("Wind Of Change") che non temono il confronto con Bob Dylan e Neil Young, per poi volare alto con un visionario mix di folk e psichedelia nella malsana e intrigante "Love For Sale", che chiude le danze.
Pete Molinari ha insomma del talento, e "Theosophy" è un'occasione ghiotta per scoprirne le molteplici e piacevoli sfumature.

(08/07/2014)

  • Tracklist
  1. Hang My Head In Shame
  2. You Will Be Mine
  3. Evangeline
  4. I Got Mine
  5. I Got It All Indeed
  6. When Two Worlds Collide
  7. What I Am I Am
  8. Dear Marie (You Made A Fool Of Me)
  9. Mighty Son Of Abraham
  10. So Long Gone
  11. Easy Street
  12. Winds Of Change
  13. Love For Sale
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