Porya Hatami

The Garden

2014 (Dronarivm) | electroacoustic ambient

L'iraniano Porya Hatami è uno dei tanti nomi “sotterranei” della scena ambientale contemporanea. Associabile per sonorità alla scuderia nipponica di casa 12k (Illuha, Moskitoo, ecc), si cimenta da anni in una ricerca volta a conciliare environmental sounds e field recordings nella forma più naturale possibile. Una missione in realtà tutt'altro che nuova, che ha sostanzialmente prodotto svolte in direzione drone nelle carriere di gran parte delle punte di diamante dei “vecchi” microsounds (Deupree e Mathieu giusto per citarne due).

La sua firma sul catalogo Dronarvim coincide con quello che è senza dubbio il suo disco più quieto e organico, “The Garden”, pubblicato al solito in uno splendido cofanetto dalla label russa (ma questa volta niente tiratura limitatissima). La cura maniacale per la forma, a totale discapito della sostanza, si unisce ad una ricerca sul minimalismo interattivo che ricorda molto da vicino quanto fatto dodici mesi orsono da Mark Templeton, e ad uno sfruttamento pressoché incondizionato di quel che il glitch ci ha lasciato oggigiorno (Delplanque docet).

La suggestione non manca di farsi sentire sull'incipit nebbioso di “Firefly”, sul passaggio caramelloso di “Ladybug” e sulla sonata cristallina di “Bee”: composizioni apparentemente pensate per adattarsi ai suoni organici ed eseguite invece con un campionario digitale condotto a mostrare tutti i suoi limiti espressivi. Pare essere una dittatura del laptop, incondizionata e imposta pure alla mano del musicista, che se da un lato sradica alla base ogni possibile pecca formale, dall'altro impedisce uno sviluppo che vada oltre il basico.

Al letto noise su cui si stendono le schegge di “Ant” manca proprio una ragion d'essere, così come il drone solitario di “Spider” sembra procedere neanche troppo convinto in direzione del nulla. Gli schizzi d'acqua su armoniche di “Snail” rappresentano invece forse l'apice del lavoro, oltre a dare dimostrazione una volta di più del debito di Hatami con il Sol Levante elettronico-ambientale. L'impasse creativo è colmato con una perizia tecnica da manuale, qualcosa che va però totalmente a contrastare con l'estetica per la quale Dronarivm si è da sempre distinta.

(24/10/2014)

  • Tracklist
  1. Firefly
  2. Spider
  3. Snail
  4. Ladybug
  5. Bee
  6. Ant
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