Topsy The Great

Fampor

2014 (From Scratch) | avant-rock, instrumental rock

Topsy The Great sono un trio pratense esclusivamente strumentale. Il primo (2009) e il secondo Ep (“Vol. II”, 2010) sono basati su brevi brani post-hardcore con tour-de-force ad alto voltaggio di distorsione abrasiva, che a tratti riprende imperiosamente la tradizione anti-prog dei Dazzling Killmen. Il primo lungo “Steffald” (2012) impagina queste sfuriate con più dovizia ma ne mostra anche limiti e ingenuità. Quella del complesso è musica fatta di brutali colpi a effetto con sottili risvolti psichedelici. Il loro approccio è, alla fin fine, quello del produttore elettronico, del remixer.

Nel secondo “Fampor” gli elementi psichedelici si esasperano e l’affare diventa a un tempo sfinente, autoindulgente e ridondante. Tutto è già palese nel claudicante preludio, la prima parte della lunga “Croty & Scrozya”, un incubo industriale irregolare e rarefatto, un pesante meccanismo robotico che fatica ad avviarsi. Il galoppo hard-rock con chitarra Robert Fripp-iana dissonante di “Coor” diventa marcia militare deturpata da suoni alterati.
Il trio allenta poi la tensione in “Gyannesta”, con una sorta di parodia dei “Pini di Roma” di Ottorino Respighi, e soprattutto nella giostra mostruosa e circense “Varryel”, un teatrino di saliscendi e rullate giocose.

La chitarra, con tutte le distorsioni storpianti alla Tom Morello e Jack White, balza in primo piano nell’escalation finale. In “Rymettyty Y Guanty” suona come un organetto malefico in trilli e accordi horror; in “Usduk” diventa una tastiera acida a dirigere un numero fusion di tossici; in “Poggy Polyny” quindi dilaga in dissonanze scadute e petulanti, una marcia infernale e sardonica che sembra citare di nuovo i compositori tardo-romantici (il Mussorgsky della “Notte sul Monte Calvo”).

Esiste un confine poco visibile ma netto tra struttura irrazionale e pieno caos. La band - Emanuele Ravalli, Lorenzo “Bob” Coppini e Alessandro Gambassi - non lo varca mai, ma ne sfrutta comunque le potenti risorse ritmiche e anti-armoniche, spesso basandosi soltanto su lacerti sonori puerili, rullate a scheggia, pure vibrazioni sgradevoli. Erigendo il tutto a totem. Pedali, distorsori ed effetti autocostruiti. Co-prodotto con Santa Valvola, bella edizione in vinile.

(25/05/2014)

  • Tracklist
  1. Croty & Scrozya
  2. Gyannesta
  3. Lyndia
  4. Varryel
  5. Coor
  6. Rymettyty Y Guanty
  7. Usduk
  8. Poggy Polyny 
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