Wooden Wand

Farmer's Corner

2014 (Fire Records) | country

James Jackson Toth è uno di quei musicisti che farebbe perdere la pazienza al critico più competente, un artista che ha sicuramente infastidito il suo pubblico perdendo man mano quel fascino maledetto edificato su album incantevoli come “Death Seat”, ma innegabilmente ogni sua produzione riesce a sollevare un'attenzione quasi reverenziale.

Quale che sia il gruppo (più o meno reale) che divide con lui il merito della sua produzione, Wooden Wand (chiamiamolo definitivamente così per evitare confusione) resta un atipico personaggio nel macrocosmo dei moderni folksinger in odore di roots e psichedelia. “Farmer’s Corner” è un album nel quale rispunta in modo prepotente il suo amore per Neil Young e un sottile timore nei confronti di Will Oldham, nove canzoni, o meglio nove appunti di viaggio e di incontri con altri musicisti di ben tre differenti stati americani, che si snodano con leggerezza e semplicità.
Spesso sfuggente e mai ruffiano, il nuovo progetto di Wooden Wand offre una varietà stilistica più abbondante di quanto possa apparire con un ascolto superficiale e distratto: il mood è unico ma l’indolenza bluesy di “Home+Horizon” ha ben poco in comune con il suono abilmente distorto di “Port Of Call”, e l’intrusione di loop elettronici nella country-western “Alpha Down” è molto distante dal rigore della delicata “When The Trail Goes Cold”.

Niente di nuovo sotto il sole, ovviamente, ma il fascino emotivo delle nove tracce è sempre alto e vivido, e quando l’ispirazione diventa più intensa, ecco venir fuori un irresistibile ballad dai contorni quasi psichedelici, ovvero quella “Dambuilding” che ha anticipato l’uscita dell’album con un flusso di percussioni e pedal steel che potrebbe andare all’infinito senza mai trovare riposo.
“Farmer’s Corner” è un altro tassello importante nella carriera del musicista newyorkese che conferma la sua capacità di irrorare semplici note con un feeling intenso e originale: si ascolti il crescendo ipnotico di “Adie”, dove rinunciando a qualsiasi apporto ritmico, Wooden Wand sprigiona un’energia contagiosa, o la sensuale “Uneasy Piece” che cita Otis Redding e la sua “Sittin’ On The Dock Of The Bay” strappando un languore malinconico che difficilmente lascerà le vostre fantasie. Geniale.

(04/06/2014)



  • Tracklist
  1. Alpha Dawn
  2. Uneasy Peace
  3. When the Trail Goes Cold
  4. Adie
  5. Dambuilding
  6. Sinking Feelings
  7. Home Horizon
  8. Port of Call
  9. Gone to Stay


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