Anneli Drecker

Rocks & Straws

2015 (Rune Grammofon) | chamber-folk, art-rock

E’ un piacere riassaporare la raffinata e ammaliante voce di Anneli Drecker, un nome che in molti evoca ricordi ed emozioni ancora intensi. Il ritorno discografico della voce dei norvegesi Bel Canto è suggellato dalla sempre solerte Rune Grammofon, che offre alla cantante e attrice norvegese l’occasione per affrontare un percorso a ritroso nella sua carriera artistica.

Strutturato sulle poesie di Arvid Hanssen, con gli arrangiamenti dell’Artict Philharmonic e una nutrita schiera di musicisti, “Rocks & Straws” rinuncia all’elettronica per un apparentemente meno avventuroso suono quasi acustico. Piano e strumenti a corda impregnano le delicate ballad dai contorni etereei e più folk, che ampliano le similitudini vocali e stilistiche con Kate Bush.
Il tono descrittivo e quasi incantato, ricco di riverberi e arpeggi, sottolinea una maturità artistica che merita attenzione e rispetto: Anneli Drecker non insegue i fantasmi del passato per riagguantare i suoi vecchi fan, le canzoni sono intime e fragili, quasi una confessione dove l’eleganza e il rigore compensano la vivacità e l’audacia dei suoi trascorsi sonori.

“Rock & Straws” non è il primo album dell’artista dove è la poesia a essere protagonista, anche se rispetto alle precedenti letture in musica di John Donne e Hart Crane, sembra che il coinvolgimento emotivo e lirico sia più intenso e personale, le distese bianche di neve e foglie, il mare, i pescatori, i gabbiani e le cannucce sono come tasselli di un mondo che l’autrice rivive con nostalgia e delicato candore.
Registrato quasi completamente live in studio, “Rock & Straws” offre molte similitudini artistiche con le pagine più ambiziose della già citata Kate Bush, ma superato l’impasse svela tutto il suo fascino.

“Alone” apre l’album sottolineando senza indugi il nuovo status artistico della musicista norvegese, con toni ariosi e ricchi di lirismo che l’ex-compagno d’avventura Nils Johansen arricchisce con delizie elettroniche, le stesse che danno brio e toni più robusti al folk-rock di “Green Leaves In The Snow”, uno dei pochi episodi in contrasto con il malinconico chamber-folk che domina l’album.
Con una voce capace di passare dal soprano al contralto, Drecker si muove agilmente tra pagine quasi neoclassiche (“Seagull’s Melody”), esuberanze sentimentali in stile 4AD (“Circulating Light”), rarefazioni folk-pop (“Come Summer’s Wind”), arie medievali (“Rock & Straws”) e ambiziose pagine di art-rock (“Waiting For A Boat”).

Le aperture orchestrali sfiorano alcuni eccessi del romanticismo, ma spesso lambiscono la poesia, come quando la voce di Anneli si eleva e si adagia tra gli spazi vuoti di "Fisherman's Blues" con una grazia che avevamo dimenticato. Ancor più affascinante il crossover di voci e atmosfere di “Ocean’s Organ”, dove l’artista mette a frutto i suoi studi per la musica etnica, coinvolgendo una corale Maori neozelandese in un interessante crescendo lirico. 

Senza clamore o volontà di stupire e sorprendere, "Rock & Straws" ci restituisce un'artista in piena forma, pronta a riprendere senza molte incertezze un percorso creativo che nel marasma iperproduttivo degli ultimi decenni ci era colpevolmente sfuggito.

(07/08/2015)

  • Tracklist
  1. Alone 
  2. Circulating Light 
  3. Come Summer's Wind 
  4. Green Leaves In The Snow 
  5. Fisherman's Blues 
  6. Ocean's Organ 
  7. Rain 
  8. Rocks & Straws 
  9. Seagull's Melody 
  10. Waitng For A Boat 
  11. Little Tree


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