Cranium Pie

Mechanism Part Two

2015 (Fruit De Mer) | prog, psych-rock, kraut, jazz-rock

Incastonati tra il rigore del progressive-rock e l’alea fantasiosa della psichedelia, gli inglesi Cranium Pie giungono al secondo capitolo discografico per la Fruit De Mer, un doppio album in edizione limitata con quattro suite ricche di intriganti citazioni degli anni 60 e 70.
“Mechanism Part 2” è uno di quegli album che un ascoltatore distratto liquiderebbe subito come l’ennesimo tentativo di rinverdire i fasti di un passato che il revisionismo critico ha spesso trovato imbarazzante e obsoleto. Parlare di prog-rock nel 2015 è decisamente un affare per nostalgici, ovvero amanti della musica racchiusi in una crisalide stilistica che sembra non essere destinata mai a divenir farfalla.

I Cranium Pie meritano la vostra attenzione per la loro esemplare messa in scena sonora, la band predilige gli aspetti meno romantici del prog, e ama le evoluzioni della psichedelia e il rigore del kraut-rock con la stessa intensità e dedizione, assimilando dal rock di Hendrix o dalla follia di Arthur Brown sfumature cromatiche capaci di tenere salda la fruibilità dell’insieme.
Le quattro suite di “Mechanism Part 2” scorrono come una colonna sonora di un documentario immaginario degli anni 70, anche se va detto che i Cranium Pie prediligono le progressioni delle tastiere al fragore delle chitarre, ed è più facile pensare ai Colosseum o agli Iron Butterfly durante l’ascolto del loro secondo progetto.
Miti e leggende accompagnano le vicende del gruppo, spesso descritti come eroici sopravvissuti di un’era, che passano il loro tempo rinchiusi in una caverna dove recuperano vecchi strumenti e manoscritti. Un atto di resistenza ideologica al ventunesimo secolo che potrebbe suonare pleonastico, ma i quasi ottanta minuti delle quattro suite offrono una gradevole rilettura dei canoni psych e prog, citando Magma, Hawkwind, Tangerine Dream e Neu senza che il virtuosismo prevalga sulla creatività.

Piccole variabili sottolineano i brani disposti su quattro facciate, nella prima sezione/facciata si parte dal prog-jazz di “Black Bird Of Death” per approdare verso lidi più sperimentali in “Masterace”, con incursioni alla Frank Zappa e Arthur Brown, mentre la chitarra e le tastiere in “Prophelactus” strappano un sorriso agli amanti di Pink Floyd e Colosseum.
Mellotron e flauto (“Here We Are Together”) aprono invece la seconda sezione/facciata, impregnando di jazz e folk le interessanti escursioni strumentali più tipicamente progressive, dove si alternano kraut-rock, kosmische musik e funk (“The Magus”), per poi riapprodare nel jazz-rock alla Soft Machine di “What Did You Said”, affidando al fascino delle tastiere le due tracce conclusive del secondo lato, alterate da una psichedelia heavy-rock che modifica il percorso della suite conciliando sperimentazione e citazionismo (Jimi Hendrix, Van Der Graaf Generator) con una splendida performance di organo in “Light The Candle”.

Più freak e policroma la terza sezione/facciata, che spinge le tribolazioni sonore dei Cranium Pie verso funk e soul (“Glimpses Into The Eleventh”), alterando il tutto con frammenti di doom, che si dissolvono nella più tranquilla “And So It Unfolded”, turbata dal finale psychedelico e stralunante di “Black Tree”.
La quarta sezione/facciata mette in gioco tutti i trucchi dei Cranium Pie, sempre pronti a svolte stilistiche e armoniche pur di rendere tutto gradevole e poco convenzionale: tutti gli elementi messi in gioco nelle prime tre sezioni ritornano in gioco, alternandosi ancora una volta come in un caleidoscopio in perenne movimento, colori e luci si susseguono senza che la noia s’impossessi del tutto.
“Mechanism Part 2“ è in definitiva un disco rituale che possiede una buona dose di idee e un’autenticità che rende piacevole il tutto anche ai non fan del genere.

(19/06/2015)



  • Tracklist
  1. Black Bird Of Death 
  2. Masterace 
  3. Prophelactus 
  4. Here We Are Together 
  5. The Magus 
  6. What Did You Said 
  7. Light The Candle 
  8. The Lost Song 
  9. Glimpses Into The Eleventh 
  10. And So It Unfolded 
  11. Black Tree 
  12. Intermission Trails 
  13. The Wrong Sun 
  14. After The Marth / It's Happening Now 
  15. Neverending Endings 



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