Hatcham Social

The Birthday Of The World

2015 (Crocodile Records) | alt-pop

Deve essere dura per i fratelli Kidd riuscire a trovare spazio per la loro proposta indie-pop, soprattutto dopo il crollo verticale di qualità e notorietà avvenuta con "Cutting Up The Present Leaks Out The Future".
Al terzo giro, la band londinese aveva smarrito non solo l’ispirazione, ma anche quel briciolo di contemporaneità che giustificava il suo suono volutamente retrò. Con “The Birthday Of The World” parte del fascino iniziale viene ripristinato, e tutto sembra girare per il meglio.

Messe da parte le sonorità più aspre alla Jesus And Mary Chain e quelle jingle-jangle alla House Of love, gli Hatcham Social confermano la direzione più pop del precedente progetto, ma la scomparsa di Tim Burgess dietro il banco di produzione - e una scrittura più ambiziosa - offrono alla band la possibilità di mettere in piedi un album più intimo e personale.
Non è immediato il fascino di “The Birthday Of The World”: l’ascolto è come un percorso a ostacoli con alti e bassi creativi, e il vero collante è la storyline fantascientifica che omaggia Arthur C. Clarke e Isaac Asimov.

La band offre un campionario stilistico più vario, con una leggera nuance psichedelica che mette in connessione gli Echo And The Bunnymen (“Bucket Of Blood” ) con il David Bowie dell'era Ziggy (con un titolo alquanto emblematico “Star Woman”). Il suono lo-fi ha lasciato spazio alla sperimentazione e a una velata malinconia, senza scalfire le caratteristiche sonore del gruppo. Brani come l’eccellente “Wondrous Place” possiedono un’energia inaspettata, mentre la sequenza psych-acoustic che si apre con la malsana e ammaliante ballata “Our Love Will Carry Us Through The Stars (Song For Joanna)” e prosegue con il noir-folk alla Pastels di “Hanging Rock” conferma tutta l’eleganza e la raffinatezza degli Hatcham Social.

“The Birthday Of The World” non è immune da difetti e forzature, la band sfiora a volte il bisticcio armonico, trovandosi più a proprio agio quando il tessuto sonoro è più semplice ed essenziale, come nel dream-pop alla Cocteau Twins di “Darling” o nel crooning-folk alla Richard Hawley di “Life In An Endless Love Song”.
Il quarto album della band inglese non risolve tutti i dubbi e le perplessità che hanno sempre scortato la loro carriera discografica, ma ripristina senza indugi le migliori intuizioni degli esordi, con un sound oscuro, intrigante e intelligente.

(18/01/2016)

  • Tracklist
  1. Bucket Of Blood
  2. Wondrous Place
  3. The Struggle That Keeps Us Together (Coming Of Age In The Milky Way)
  4. Find A Way To Let In Your Sins (Hit A Red Cut A Right)
  5. Our Love Will Carry Us Through The Stars (Song For Joanna)
  6. Hanging Rock
  7. A New World Calling
  8. Darling
  9. Life In An Endless Love Song
  10. Star Woman




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