Kristin McClement

The Wild Grips

2015 (Wilkommen) | dark-chamber-folk

Era qualche tempo che Brighton, e il Wilkommen Collective, non partorivano un nuovo nome del chamber-folk britannico, e ci pensa così Christian Hardy dei Leisure Society (insieme a un collettivo, non c’è bisogno di dirlo, variegato e ampio, che arriva fino a Daniel Green aka Laish) a dare forma all’esordio di Kristin McClement, attiva da tempo nell’area ma ancora priva di un’uscita discografica vera e propria.
“The Wild Grips” è un disco fascinoso, dal tono a volte tra il gotico e il noir, e la calda, grave voce di Kristin evocativa e carismatica; tutto il senso narrativo della tradizione popolare inglese rivive compiutamente nei brani del disco.

Gli arrangiamenti disegnano una scenografia scarna ma sempre improntata a un dinamismo teatrale, come negli zampettii bordati di elettronica di “Hope’s Departure” e nell’irrequietezza percussiva di “No End To The Drum”.
In “Planks” si osserva anche una contaminazione con la tradizione europea continentale (quella spagnola) espressa in tono dolente alla moda di Matt Elliott, prima che batteria e archi trasportino il brano verso i panorami plumbei e tempestosi del disco.

“The Wild Grips” rappresenta un’opera matura e sicuramente di primo piano nel mondo cantautorale inglese, per quanto incastonata in una scrittura particolarmente statica, che lega il tutto in un’espressività acromatica – oltre quanto intenderebbe il progetto stesso.
Da segnalare però qualche brano, su tutti il più Wilkommen-iano “Drink Waltz” e lo sfuggente “Giant No Good”, esempio migliore della comunque straordinaria maturità artistica della McClement.

(16/03/2015)

  • Tracklist
  1. Blackfin Gulls 
  2. No End To The Drum 
  3. Giant No Good 
  4. Hoax Of A Man 
  5. Hope's Departure 
  6. Mouthful Of Shells 
  7. Drink Waltz 
  8. Planks 
  9. The Wild Grips 
  10. Karoo
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