Lauer

Borndom

2015 (Permanent Vacation) | house

Guardi la copertina di questo “Brondom” e capisci più di quanto non capiresti conoscendo il passato di Philip Lauer. Un ottovolante blu elettrico, gustoso preambolo della giostra house che il veterano tedesco inscena qui nel suo secondo disco in quindici anni buoni di carriera, di cui almeno una decina trascorsi a fare da animatore alle serate house più chic di Berlino e da remixer di lusso sotto gli pseudonimi più disparati. C'è l'esperienza di chi la sa lunga, sì, ma anche la libertà di chi si è finalmente tolto di dosso (almeno in parte) luoghi comuni e necessità di piacere a un pubblico mai abbastanza colto e voglioso principalmente di divertimento in pista.

L'altro grande protagonista dell'operazione è Permanent Vacation: già ce la immaginiamo la telefonata di Tom Bioly a Lauer, con richiesta di lasciare libertà al suo estro e agli amori rimasti segregati nello stereo di casa in anni di artigianato da dancefloor. Quel che ne esce è dunque questo parco divertimenti che pesca a mani basse dai Novanta: dall'acid-house, dal garage, dai Basement Jaxx ma anche dagli Orb. Frullato e rimescolato a dovere ecco in sintesi “Brondom”, disco passatista senza che ce ne si accorga (e qui il dibattito è aperto: attualità di quei suoni o mancanza di “nuovo” nell'oggi?), nostalgica fonte d'intrattenimento.

E proprio qui sta la bravura (figlia dell'esperienza) di Lauer: nell'evitare il rischio-amarcord lavorando la nostalgia su direttrici ben solide e fin troppo variegate. Dopo l'abbraccio melodico dell'iniziale “Crewners”, ogni brano è un omaggio a una specifica declinazione house. C'è l'acido britannico dalle parti di Larry Heard in “Hump Acid”, un mix di french touch e morbidezze post-minimal in “Msndrstndng”, le sporcature urban nel pastiche grigio-rosa di “Telefon” ripresa anche nel finale di "Alright", e ancora il melodismo di fine Novanta nella bella “Gammelan” e postumi wave neanche troppo fuori gusto (sembra di sentire i Camouflage per il dancefloor quindi poco male) in “ESC”.

Il divertimento è assicurato, per tutti: per i più nostalgici ecco la title track a un passo da Chrome Canyon e una “Carpet” che più jarriana non si può; per chi rivorrebbe le grandi feste a suon di alcol e melodia è pronta “Pal_Oh”; per gli amanti dell'Idm artigianale ecco gli acidi diluiti di “Reebe” direttamente da casa Plaid. E per concludere, l'epos in grande stile di una “By By” che strapperebbe un sorriso persino al più imbronciato. Sempre al luna-park siamo, d'altronde, con un dj d'eccellenza nel selezionare i ricordi migliori di un decennio. Senza pretese di stupire, ricercare o elaborare un proprio linguaggio: quel che conta è godersela, la musica. Quella buona, però.

(11/05/2015)

  • Tracklist
  1. Crewners
  2. Gammelan
  3. Hump Acid
  4. Telefon (with Ela)
  5. Msndrstndng
  6. ESC (with Jasnau)
  7. Borndom
  8. Pal_Oh
  9. Mausback
  10. Reebe
  11. Capet
  12. Alright (with Ela)
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