Ms. John Soda

Loom

2015 (Morr Music) | indietronica, alt-pop

Sono passati ben otto anni da “Notes And The Like”, secondo (e fino ad oggi ultimo) capitolo della saga Ms. John Soda. Otto anni, va detto, nei quali quella miscela indietronica di scuola tedesca (glossario: vedi i “tre moschettieri” B. Fleischmann, Ulrich Schnauss e Guido Möbius), della quale la compagine di Micha Acher aveva rappresentato l'avamposto più aggraziato, si è lentamente disciolta. Oggi ne troviamo traccia sottopelle in una larga fetta di quello che chiamiamo alt-pop, ma parlare di una scena autentica da contraddistinguere per affinità di approccio, sound, contesto e influenze è indubbiamente fuori tempo massimo.

L'ha capito, nel frattempo, anche Morr Music, l'etichetta che aveva legato il suo marchio in principio proprio a tutti i derivati dell'indietronica nordica – vedi alle voci Contriva, Tarwater, Styrofoam, e soprattutto Lali Puna, con l'altro fratello Notwist Markus Acher – il cui roster si è notevolmente ampliato nel corso degli anni. Otto, dicevamo, e riecco dunque la “signorina John” tornare con un lavoro nuovo di zecca, sorprendente per tempistica e contenuti, laddove il tentativo di “resistenza” di Acher e soci passa attraverso una revisione massiccia negli arrangiamenti e nel gergo strumentale, a fronte di un songwriting sostanzialmente invariato nei connotati.

Sempre di indietronica possiamo parlare, dunque, ma con alle spalle lo spettro ben evidente dell'ultimo corso Notwist. Il mininalismo cameristico di "The Messier Objects" e i collage synth-acustici di “Close To The Glass” compaiono sullo sfondo, rimescolati al servizio di un verbo sempre e comunque improntato su un pop piuttosto inattuale. Proprio su questa dialettica tra scrittura melodica e sofisticazioni elettroniche si gioca il meglio che “Loom” ha da offrire: dal pastiche toy-pop di “The Light” all'introduzione nebbiosa di “In My Arms”, passando per le frastagliate trame 8-bit di “Milions”, il sofisticato trip-lounge di “Sodawaltz” e il chamber-folk di “Hi Fool”.

Nostalgia è la parola chiave per apprezzare a fondo un disco sul quale si fa sentire comunque forte il peso degli anni, e la cui pecca principale è semmai una certa "freddezza" esecutiva. Chi ha voglia di assaporare le coordinate su cui il pop si sta muovendo oggigiorno stia lontano dalla cavalcata in miniatura al retrogusto post-punk (tutta “colpa” del basso) di “Sirens”, o dal “virtual folk” di “Name It”. Chi sa accontentarsi della perizia di un compitino progettato a dovere conceda piuttosto una chance al notturno finale di “Fall Away”, tenendo ben in mente però di trovarsi davanti a un disco volutamente fuori dal presente.

(03/11/2015)

  • Tracklist
  1. In My Arms
  2. Hero Whales
  3. Milions
  4. The Light
  5. Sodawaltz
  6. Hi Fool
  7. Sirens
  8. Name It
  9. Oh Seven
  10. Fall Away
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