Ře

Unseed

2015 (Arboretum) | electroacoustic ambient, microsound

Se nei lavori a suo nome Fabio Perletta si è distinto come uno dei più abili sound artist nell'ambito del microsound, grazie a un approccio che ha fatto della ricerca estetica una vera e propria ossessione in positivo, Øe rappresenta l'altra faccia della sua medaglia. Quella più umana e squisitamente impressionista, sebbene l'astrazione e un discreto anti-materialismo rimangano componenti fisse nell'arte dell'abruzzese.
In anni di intensa attività a cavallo fra suono ed espressioni multimediali a proprio nome, Perletta ha ricavato solo due spazi a quello che è il suo progetto originario, il primo ad aver prodotto frutti discografici. Tre anni fa toccò al delizioso “Transfer” aprire le danze, rivelando un soundscape a cavallo tra ambient e ricerca elettroacustica, a due passi dall'universo sonoro 12k e piuttosto distante dalle trame microsonore evolute in parallelo a proprio nome dall'artista.

Ora è la volta di questo “Unseed” che segna invece il numero uno sul catalogo discografico di Arboretum, progetto tedesco già attivo in ambito di visual art e dedito a una ricerca creativa sulle nature extra-umane. E proprio qui sta la chiave di lettura del lavoro, che lo rende probabilmente uno dei più originali e fuori dal comune mai prodotti in Europa: non è la Natura osservata da una prospettiva umana, sensoriale/oggettiva (come nel soundscaping), estetica (come nell'ambient music originaria) o soggettivo/interiore (come nell'impressionismo drone) a essere protagonista.
Bensì, appunto, la Natura in auto-contemplazione, e in particolare quella vegetale nel suo rapporto con stagioni, colori, sensazioni. Un intento quanto mai estremo, extra-fenomenologico, che però restituisce cinque suite di contemplazioni atmosferiche dalla purezza impagabile.

La partenza di “Winter, Awakening”, fra richiami appena udibili e passaggi armonici dilatati, fa da apriporta a un soundscape che sembra appartenere a un altro mondo, non ancora macchiato dall'antropocentrismo e dalle sue conseguenze. I risultati della ricerca estetica di Perletta si fanno sentire nei microsound che in “Freezing, Light Beam” sostituiscono gli usuali field recording accompagnando strati sparsi di melodie cristalline e permettendo all'artista di simulare per davvero uno scenario appartenente a una Natura altra.
Perfino in “Uncertainty, Green”, (già dal titolo) il più organico tra i passaggi, tempo e spazio della ragione sembrano svanire, sfuggire. Al punto tale che risulta sostanzialmente impossibile tracciare delle coordinate di riferimento che esulino da un microambiente inedito, nonostante il finale di “Creation, Breath” sfiori la process generation tradizionale di un Marsen Jules.

Anche l'abbraccio caldo e voluttuoso a suon di flussi e candore in “Charm, Hanami” sembra comunicare in una maniera diversa, nuova, estranea a verbi e sensazioni di estrazione umana. Tutto questo non potrà essere autentico, vero, effettivo per chi si limita a oscillare tra empirismo e razionalità. Per tutti gli altri, invece, un salto in questo straordinario altromondo è fortemente consigliato. Lasciando da parte, ora, anche le parole e questa recensione, che per forza di cose con esso non hanno e non possono avere nulla a che fare.

(08/09/2015)

  • Tracklist
  1. Winter, Awakening
  2. Freezing, Light Beam
  3. Charm, Banami
  4. Uncertainity, Green
  5. Creation, Breath
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